
VITERBO – Viterbo città di “avvelenatori di pozzi”. Consigliamo all’amministrazione Frontini di stampare il precedente virgolettato sui cartelli d’ingresso al capoluogo. In queste ore diversi lettori ci hanno contattato per chiedere se fosse vero che per entrare a San Pellegrino in Fiore quest’anno si paghi 15 euro.
Ovviamente la notizia è falsa, si tratta di una bruttissima fake news che però ci ha fatto riflettere. Qual è l’obiettivo di chi l’ha messa in circolo? Semplice: boicottare la manifestazione. Stiamo cercando di ricostruire la fonte della falsa notizia ma purtroppo non è un’operazione semplice. Abbiamo deciso di scrivere questo articolo per fornire una corretta informazione e stroncare le gambe agli avvelenatori di pozzi ma anche per riflettere su certe dinamiche assurde.
Personalmente abbiamo assistito, seduti comodamente a un bar della periferia, a un’azione di determinati soggetti che diffondendo informazioni false sulle ciclabili in via di realizzazione cercavano di seminare zizzania. Ricordiamo che qualche mese fa addirittura un ex sindaco di questa città abbia fatto ricorso allo strumento delle fakenews diffondendo la foto di una segnaletica orizzontale sbagliata. Peccato che quello scatto era stato preso su internet e non raffigurava un qualcosa accaduto davvero a Viterbo.
La manipolazione della realtà è lo strumento più terribile che si possa utilizzare. Non a caso proprio la manipolazione della realtà è uno degli elementi tipici per l’individuazione della natura totalitaria di un regime. Mandare in giro la voce che per andare a San Pellegrino in Fiore si devono pagare 15 euro significa puntare a mandare male la manifestazione scoraggiando le presenze ed equivale a un “accoltellamento” della città.
Invitiamo tutti i lettori e i cittadini a segnalarci sempre notizie “dubbie” così da poter essere al servizio dei cittadini denunciandole subito come fake. Se possibile, garantendo l’anonimato del segnalatore, vi chiediamo anche di fornirci la fonte da cui vi sono arrivate.


















