"Ingresso a pagamento a San Pellegrino, facciamo uno studio. Bisogna guardare a Civita di Bagnoregio"
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VITERBO - Fare pagare ai turisti l'ingresso a San Pellegrino. Il consigliere comunale Massimo Erbetti vuole convincere Arena & Co. della bontà della visione, indicando con il dito a quanto successo nel borgo di Civita di Bagnoregio. 

VITERBO – Fare pagare ai turisti l’ingresso a San Pellegrino. Il consigliere comunale Massimo Erbetti vuole convincere Arena & Co. della bontà della visione, indicando con il dito a quanto successo nel borgo di Civita di Bagnoregio. 

Quel ticket introdotto anni fa ha contribuito a dare valore al bene e oggi Civita è protagonista di un boom economico, nonostante il Covid-19 e i suoi effetti frenanti. “Se le cose non le paghi non le apprezzi – afferma con convinzione Erbetti -. Dobbiamo anche noi camminare in quella direzione e avremo risultati. La prima mossa da fare è finanziare uno studio di fattibilità sulla chiusura del quartiere medioevale meglio conservato d’Europa. Sono tante le variabili da considerare: come gestire gli accessi dei residenti, dei clienti delle attività presenti, etc. Ma queste sono cose che non deve fare la politica, devono essere fatte da tecnici ed esperti dell’argomento”. 

“Nel 2020 come Movimento Cinque Stelle avevo presentato un emendamento al bilancio per stanziare 30mila euro a favore di uno studio di fattibilità per rendere a pagamento l’ingresso turistico a San Pellegrino – racconta Erbetti -. In consiglio nessuno prese sul serio la cosa e venne fatta cadere. La sensazione è che si voglia sempre tenere tutto come sta ma così non ci costruisce una crescita”.

 “Sono consapevole che si tratta di un’idea ardita – conclude il pentastellato -. L’area di San Pellegrino ha almeno otto punti diversi d’accesso ma non dobbiamo fermarci davanti alle criticità, altrimenti non costruiremo mai le condizioni per un futuro diverso. Ripeto: dobbiamo guardare a quello che hanno fatto a Bagnoregio. Lì, in qualche modo, è partito tutto con l’introduzione di un ticket”. 

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