Infortuni sul lavoro: "C'è ancora tanto da fare"
ALESSANDRO-MAZZOLI
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Il deputato viterbese interviene alla 65esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. "I dati mostrano un trend in calo per gli infortuni sui luoghi di lavoro, ma il numero rimane alto. C'è ancora tanto da fare"

”È vero: i dati dimostrano che gli infortuni sul lavoro negli ultimi anni seguono un costante trend in calo, ma il numero assoluto rimane alto. Per questo, resta ancora molto da fare”. Lo ha detto il deputato del Partito Democratico Alessandro Mazzoli partecipando ieri alla 65esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, organizzata dall’Anmil a Viterbo. Presenti la presidente dell’Anmil, Rolanda Femminella, la direttrice provinciale dell’Inail, Carla Belli, e la deputata Pd, Alessandra Terrosi.

”Un momento, quello odierno, non solo di riflessione ma – ha dichiarato l’onorevole viterbese – di impegno e richiamo alla coscienza del Paese. Ma pure di ricordo e omaggio a quei lavoratori che non ci sono più, di solidarietà verso le loro famiglie e verso quanti sono vittime di malattie lavorative. Già lo scorso anno avevamo ragionato sulla tendenza alla diminuzione degli infortuni mortali. A livello nazionale le denunce di infortuni sono passate da 1.050.000 nel 2009 a 719mila del 2013. Nel 2014 siamo scesi a 663mila. Dunque, stando ai dati Inail, nell’ultimo anno il calo è stato del 4,6%. Se prendiamo a riferimento il 2010, addirittura siamo a meno 24%”.

Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 437mila, di cui più del 18% si sono verificati fuori dall’azienda, ovvero con mezzo di trasporto o in itinere. ”Questa diminuzione è un dato positivo che conferma – ribadisce Mazzoli – come tutti i soggetti coinvolti abbiano aumentato l’attenzione nei confronti della sicurezza. Nello stesso tempo, però, gli stessi dati ci dicono che c’è ancora molto da fare. Anche perché le persone che dichiarano malattie o problemi di salute causati o aggravati dall’attività lavorativa (dati del 2013) sono 2milioni e 282mila, ovvero il 5,4% del totale della popolazione degli occupati e dei non occupati con precedenti esperienze lavorative”.

”Quindi l’attenzione deve rivolgersi a un più generale miglioramento delle condizioni di vita e di sicurezza dentro e fuori i luoghi di lavoro. Senza dubbio – ha spiegato Mazzoli – il decreto legislativo numero 81 del 2008 ha aperto una nuova fase. Si tratta di una delle leggi più avanzate d’Europa in materia di salute e di sicurezza sui luoghi di lavoro. Negli ultimi anni ci siamo anche interessati delle nuove forme di lavoro, quelle precarie: contratti saltuari o a tempo determinato costituiscono un elemento di insicurezza. Le nuove norme introdotte dal Jobs Act, che hanno agevolato il ricorso a contratti a tempo determinato a tutele crescenti, sono una novità che può aiutare a cambiare il panorama e il clima nei luoghi di lavoro”.

“Oggi in aula alla Camera – ha concluso – arriva la nuova legge di riforma del codice degli appalti in cui si privilegia l’offerta economicamente più vantaggiosa e non quella al massimo ribasso. Insomma, conterà il rapporto qualità prezzo, con particolare riguardo al costo del ciclo di vita dei materiali nonché gli impatti sull’ambiente e la salute umana. Per alcuni servizi speciali sarà vietato il massimo ribasso. Infine, dal 1 gennaio 2016 prenderà il via l’Agenzia unica per l’attività ispettiva che unifica i servizi oggi erogati da ministero del Lavoro, Inps e Inail. È fondamentale razionalizzare l’organizzazione pubblica preposta alla prevenzione nei luoghi di lavoro così da superare le sovrapposizioni e rendere più efficiente il sistema di controlli”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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