Infermieri in piazza il 15 giugno
Coronavirus:Gimbe,saliti a 2.629 sanitari contagiati
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VITERBO - Flashmob a piazza del Sacrario a partire dalle ore 10. Lo annuncia Stefano Severini del Movimento nazionale infermieri (Mni) sezione Viterbo e provincia.

VITERBO – Flashmob in programma il 15 giugno alle 10, a piazza dei Caduti di Viterbo.

Più di 36.000 infermieri scenderanno in piazza contemporaneamente in oltre 30 città, per dare un segno forte a chi ci governa, e rivendicare il giusto riconoscimento sia sociale che economico della nostra professione.

Il 2020 è l’anno dell’infermiere e il destino ha voluto che, proprio in quest’anno, l’intero pianeta fosse colpito dalla pandemia del Covid-19 che ha messo in risalto la nostra professionalità e dedizione verso il prossimo, operando in prima linea e mettendo a rischio la propria vita.

Abbiamo dimostrato di esserci, tanto che migliaia di noi si sono offerti per dare supporto negli ospedali delle città più colpite lasciando le proprie famiglie senza sapere se avrebbero potuto rivederle.

Ci hanno definito eroi, angeli, ci hanno applaudito dai balconi e ne siamo stati grati, ma noi siamo semplicemente infermieri e questo è ciò che facciamo ogni giorno, 365 giorni l’anno, a Natale e Pasqua.

Ahimè in Italia, la nostra professione è ancora molto sottovalutata, per non dire svilita, dopo questa emergenza è forte il timore di essere rimessi nel dimenticatoio, e ritornare alla solita routine fatta di turni estenuanti per mancanza di personale e figure di supporto; di esposizione a rischi infettivi o infortuni; di aggressioni e insulti, tutto questo a fronte di una retribuzione economica tra le più basse d’Europa.

Infine ci siamo sentiti estremamente umiliati dalle finte promesse di premi e bonus una tantum, che vanno dai 100 euro in busta paga al netto di 60 euro, ai 1000 euro che sono poi svaniti nel nulla.

Questo ci ha portato a dire basta, a riversarci sulle piazze italiane affinché tutto ciò che è stato detto a voce, diventi cosa concreta. Perché comunque vada noi c’eravamo, ci siamo e ci saremo. Vi aspettiamo il 15 giugno. 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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