
La sala nel palazzo degli uffici comunali di via Garbini che ospita le riunioni delle commissioni è tutta annerita. Troppe le fumate nere sull’elezione del presidente della terza commissione consiliare.
Ancora ieri Paolo Simone, candidato dalla maggioranza, ha incassato l’ennesimo “niet”. Non c’è verso, la commissione urbanistica, è di fatto collassata. Non passa più una pratica finché non viene eletto un nuovo presidente e questo accade da luglio.
L’antefatto
A giugno Goffredo Taborri, eletto nella lista di Oltre le mura, decide di lasciare la maggioranza. E’ lui presidente della terza commissione e fa un passo indietro. Prende le redini, in qualità di vice presidente, Gianmaria Santucci. Cerca di guidare la barca fino all’elezione del nuovo presidente, ma dopo un mese di nulla di fatto anche lui fa un passo indietro.
A questo punto il regolamento dice che a guidare la terza commissione deve essere il consigliere anziano, che però ha solo facoltà di convocarla per eleggere il presidente. Ma a complicare il quadro ci ha pensato Maurizio Tofani che, in qualità di capogruppo ha pensato bene di rimuovere l’allora consigliere di Oltre le mura Francesco Moltoni per sostituirvisi. Una roba mai vista e un gesto considerato da tutte le opposizioni vergognoso.
Gli sviluppi
Al punto che ieri davanti al nome di Simoni hanno girato i tacchi e se ne sono andati.
Per eleggere il presidente c’è bisogno anche del loro sostegno e la condizione è che si torni indietro e si cancelli quanto fatto da Tofani, rimettendo Moltoni al suo posto.


















