Incubo terza commissione, da luglio è tutto bloccato. Ancora fumata nera su Paolo Simoni
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La terza commissione Urbanistica, una delle più importanti della macchina del Comune, resta bloccata. Nuova fumata nera sul nome di Paolo Simoni, presentato dalla maggioranza come il candidato alla presidenza.

La sala nel palazzo degli uffici comunali di via Garbini che ospita le riunioni delle commissioni è tutta annerita. Troppe le fumate nere sull’elezione del presidente della terza commissione consiliare.

Ancora ieri Paolo Simone, candidato dalla maggioranza, ha incassato l’ennesimo “niet”. Non c’è verso, la commissione urbanistica, è di fatto collassata. Non passa più una pratica finché non viene eletto un nuovo presidente e questo accade da luglio.

L’antefatto

A giugno Goffredo Taborri, eletto nella lista di Oltre le mura, decide di lasciare la maggioranza. E’ lui presidente della terza commissione e fa un passo indietro. Prende le redini, in qualità di vice presidente, Gianmaria Santucci. Cerca di guidare la barca fino all’elezione del nuovo presidente, ma dopo un mese di nulla di fatto anche lui fa un passo indietro.

A questo punto il regolamento dice che a guidare la terza commissione deve essere il consigliere anziano, che però ha solo facoltà di convocarla per eleggere il presidente. Ma a complicare il quadro ci ha pensato Maurizio Tofani che, in qualità di capogruppo ha pensato bene di rimuovere l’allora consigliere di Oltre le mura Francesco Moltoni per sostituirvisi. Una roba mai vista e un gesto considerato da tutte le opposizioni vergognoso.

Gli sviluppi

Al punto che ieri davanti al nome di Simoni hanno girato i tacchi e se ne sono andati.

Per eleggere il presidente c’è bisogno anche del loro sostegno e la condizione è che si torni indietro e si cancelli quanto fatto da Tofani, rimettendo Moltoni al suo posto.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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