

La crisi fa crollare anche il prezzo delle sigarette. Fino a sessanta centesimi in meno a pacchetto. Oggi nei bar e tabacchi della città dei papi non si parlava d’altro. In tanti sono rimasti sorpresi dal ribasso delle sigarette. Qualche giorno fa sono scese di prezzo le Philip Morris, oggi le Chesterfield, nelle prossime ore assisteremo al calo anche di Pall Mall e altre marche. Prezzi arrotondati a 4 euro per i pacchetti da 20. Fino a qualche giorno fa il prezzo, per la maggior parte delle marche, si aggirava sui 4,60 euro.
I più meravigliati sono proprio i rivenditori: “Mai vista una cosa del genere, poi dicono che la crisi sta andando via”. Proprio chi le vende è rimasto particolarmente colpito, tanto che entrando all’interno del loro esercizio ci accolgono con quella che credono essere la notizia del giorno. Di fatti un po’ lo è. Mai nella storia della Repubblica si era sentito parlare di una riduzione del costo delle “bionde”.
Un barista va anche oltre al dato fenomenologico e ci spiega le ragioni: “Se ne vendono sempre meno. Addirittura adesso vogliono introdurre una regola che se stai sotto un certo quantitativo di vendita ti ritirano il patentino. I motivi della riduzione sono essenzialmente tre. Le sigarette elettroniche, la crisi che ha spinto molti a smettere o comunque a fumare meno, il costo elevato che ha fatto rifiorire il contrabbando (specie nel Sud del Paese)”.
Anche la certezza di un continuo aumento dei prezzi sembra andare “in fumo”.

















