Incontro tra Arturo Vittori e Leonardo Michelini, le parole non cambiano la sostanza della situazione. L’ideatore di Fiore del Cielo è nei fatti stato tagliata fuori dall’operazione di portare la Macchina di Santa Rosa a Expo 2015.
Nei giorni scorsi il tema ha interessato l’opinione pubblica, generando nella testa di molti incredulità e una serie di punti interrogativi. In diversi infatti non riescono a comprendere la logica e le ragioni che avrebbero dettato la scelta di tenere il padre dell’ultimo campanile che cammina lontano dal tavolo in cui è stato deciso il tutto.
Si è infatti seduto a quel tavolino solo in data 18 febbraio, poi un lungo silenzio. Lo stesso architetto aveva raccontato alla stampa il proprio disappunto per un simile comportamento da parte dell’amministrazione comunale, paventando anche la possibilità di scegliere di tutelarsi da possibili danni alla sua immagine professionale o simili attraverso le vie legali.
Il faccia a faccia tra l’ideatore di Fiore del Cielo e il sindaco si è svolto in un clima disteso, ma nonostante le belle parole poco può ormai cambiare sul piano fattuale. Come recita l’adagio “la frittata è fatta”.
Il sindaco ha chiesto a Vittori di fornire un elenco di possibili migliorie da apportare alla Macchina e lo ha invitato a essere presente ad alcune conferenze, per presentare Fiore del Cielo al mondo, che si terranno nei prossimi mesi all’interno dello spazio Expo della Regione Lazio.
Al termine dell’incontro abbiamo raggiunto Vittori che ha commentato così: “Il sindaco mi ha raccontato la storia dell’operazione. Mi ha fatto presente che sono stati effettuati degli interventi di carpenteria per assicurare la tenuta strutturale della Macchina, che dovrà essere esposta per mesi alle intemperie. Sul piano professionale mi sento di dire che sarebbe stato meglio coinvolgermi anche per decidere insieme all’ingegnere stesso il tipo d’intervento più opportuno. Fiore del Cielo infatti ha una struttura a vista e quindi i tiranti che verranno applicati in qualche modo influiranno con l’aspetto estetico. Con l’immagine quindi del lavoro che porta la mia firma. Sarebbe stato un bene per la città coinvolgermi, per assicurare il miglior risultato possibile. Si è deciso diversamente e non mi resta che prenderne atto”.
L’argomento dell’esclusione di Vittori dall’operazione Fiore del Cielo a Milano resta caldo. Perché è stato escluso? Chi meglio di lui poteva garantire un risultato ottimale? E’ stata una ragione di soldi a determinare questa scelta? Se è così la domanda è: qualcuno ha mai parlato con Vittori di soldi? Perché non è stata data alla Macchina di Santa Rosa la possibilità di presentarsi agli occhi del mondo con il massimo dello splendore, che solo il padre di Fiore del Cielo avrebbe potuto garantire?
E’ stata danneggiata la città? A vantaggio di chi o che cosa? All’amministrazione comunale il dovere di chiarire, ai cittadini l’opportunità di domandarselo, riflettere e cercare di capire.


















