Incidente in Spagna, anche Mazzola dedica un pensiero alla famiglia di Elisa
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Un minuto di silenzio e bandiere a mezz'asta nel giorno dei funerali della giovane studentessa

“Un grave incidente quello accaduto in Spagna e che ha colpito un gruppo di giovanissimi studenti universitari del Programma Erasmus. Tredici in tutto le vite spezzate, sette delle quali italiane. Su quel maledetto bus viaggiava anche Elisa Scarascia Mugnozza, che studiava a Barcellona per diventare medico, figlia dello stimato prof. Giuseppe Scarascia Mugnozza, direttore del Dibaf e nipote dell’ex Magnifico Rettore dell’Università della Tuscia”. Anche Mauro Mazzola, presidente della Provincia di Viterbo, si unisce al cordoglio della famiglia Scarascia Mugnozza in questo tragico giorno.

“È sconcertante come la vita di tredici famiglie possa essere distrutta dal dolore per sempre. Un viaggio senza ritorno per chi era all’estero per motivi di studio, per costruirsi un futuro con fatica e sudore. La comunità della Tuscia si unisce al dolore della famiglia Scarascia Mugnozza in un grande abbraccio. Nel giorno del funerale, in memoria della sfortunata Elisa sarà osservato un minuto di silenzio e tutte le bandire della Provincia di Viterbo saranno a mezz’asta”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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