Inchiesta Inps, ascoltato Mecarini in Procura
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Il presidente del Sodalizio dei Facchini ha chiesto di essere ascoltato in merito al caso della presunta maxi truffa all'Inps.

Il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, è stato ascoltato questa mattina in Procura sui fatti dell’Inchiesta Inps. E’ stato lo stesso Mecarini, tramite il difensore Giovanni Labate, a chiedere la possibilità di essere interrogato in merito alla sua posizione. L’inchiesta Inps, scattata qualche settimana fa, riguarderebbe una truffa ai danni dell’istituto nazionale che si aggira intorno ai 540mila euro.

Il presidente del Sodalizio, secondo l’accusa, sarebbe uno dei quattro dipendenti dell’Inps che avrebbero favorito una quindicina di conoscenti, facendogli risparmiare decine di migliaia di euro per riscattare la laurea o ricongiungere i contributi pensionistici. Quello di Mecarini, però, non è il solo nome di spicco a essere finito nel caso. Insieme a lui ci sarebbe anche l’ex consigliere regionale Giuseppe Parroncini e l’ex sindaco di Ronciglione, Massimo Sangiorgi, poi diversi medici, tra i quali il direttore del pronto soccorso di Belcolle Bruno Mongiardo.

Mecarini non è il solo che ha avuto l’iniziativa di presentarsi spontaneamente per chiarire i fatti. Nei prossimi giorni, infatti, altre persone coinvolte nell’inchiesta dovrebbero arrivare in Procura per dire la loro sulla vicenda. L’inchiesta sulla truffa all’Inps è scaturita da una segnalazione dell’ufficio ispettivo dello stesso istituto che, dopo aver rilevato delle ”anomalie” in alcune pratiche, avviò un procedimento disciplinare a carico di due dipendenti e comunicò l’accaduto alla Procura della Repubblica. Da qui l’accusa di truffa e falso contestata a tutti i diciannove indagati.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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