Incendio in una palazzina uccide una donna, notte di paura a Oriolo Romano
Foto incendio appartamento Pitigliano
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ORIOLO ROMANO - Le fiamme hanno danneggiato i solai interni tra primo e secondo piano e il fumo ha bloccato le inquiline del piano di sopra.

ORIOLO ROMANO – Un incendio in un appartamento strappa la vita a una donna di ottanta anni. La signora è morta per intossicazione causata dai fumi.

Il fatto si è verificato nella notte tra lunedì e martedì in una palazzina di due piani a Oriolo Romano, in via della stazione.

Le fiamme hanno danneggiato i solai interni tra primo e secondo piano e il fumo ha bloccato le inquiline del piano di sopra. I vigili del fuoco, prontamente intervenuti, sono riusciti a portare fuori ancora in vita una signora attraverso l’autoscala. Per l’ottantenne, anche lei raggiunta e portata fuori dall’abitazione, però non c’è stato nulla da fare.

Sul posto hanno lavorato i vigili del fuoco delle squadre di Civita Castellana e Bracciano, autobotte, autoscala e carro per respiratori. Si è poi aggiunta la squadra dei vigili del fuoco di Tarquinia. Presenti i carabinieri della stazione locale e gli uomini del 118.

La palazzina conta un totale di sei unità abitative. E’ stata disposta la non fruibilità parziale fino al ripristino delle situazioni di sicurezza.

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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