Incendio di Agraria, CGIL: "I mezzi in forza al Comando dei Vigili del Fuoco non erano sufficienti"
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"Episodi come quello dell'Università della Tuscia dimostrano chiaramente l'urgente necessità di investimenti permanenti e strutturali ai Vigili del Fuoco di Viterbo".

VITERBO – “Sicurezza e investimenti strutturali per il Corpo dei Vigili del Fuoco devono diventare priorità. La sicurezza dei cittadini e l’efficienza operativa dei Vigili del Fuoco devono diventare priorità strutturali e non solo straordinarie”. Questo è l’appello della FP CGIL di Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo dopo il vasto incendio divampato alla facoltà di Agraria di Viterbo.

“Grazie al tempestivo intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Viterbo, l’incendio divampato all’interno della facoltà che ha generato fumi pericolosi per la salute pubblica e per l’ambiente, è stato messo in sicurezza dopo un’intera giornata di lavoro, ma per questo lanciamo un grido di allarme in quanto i mezzi in forza al Comando non erano sufficienti per affrontare un evento di tale portata e l’arrivo di mezzi da altri Comandi della Regione, considerando i tempi di percorrenza, ha solo parzialmente tamponato le reali necessità operative – così  Mauro Mastrangeli (FP CGIL CI.NO.VI) e Sergio Primavera (FP CGIL ROMA E LAZIO) -.

La FP CGIL di Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo nell’evidenziare con forza che episodi come quello dell’Università della Tuscia dimostrano chiaramente l’urgente necessità di investimenti permanenti e strutturali ai Vigili del Fuoco di Viterbo in prossimità della stagione estiva e l’inizio degli incendi boschivi che negli anni precedenti ha visto in nostro territorio minacciato più volte dalle fiamme. La sicurezza dei cittadini non può essere garantita solo in occasioni eccezionali, ma deve diventare una costante quotidiana”

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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