Incendio Casale Bussi, Cinque Stelle: "Il terzo in quattro anni, vogliamo chiarezza"
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"L’incendio dei giorni scorsi al centro di Casale Bussi sarebbe il terzo in quattro anni e, come riportato da una testata locale, con modalità quasi identiche sia per orario che per localizzazione dei roghi". Interviene così il Movimento Cinque Stelle di Viterbo.

“L’incendio dei giorni scorsi al centro di Casale Bussi sarebbe il terzo in quattro anni e, come riportato da una testata locale, con modalità quasi identiche sia per orario che per localizzazione dei roghi”. Interviene così il Movimento Cinque Stelle di Viterbo. 

“La questione è delicata – continuano – poiché ricordiamo che la combustione dei materiali contenuti nell’impianto provoca la dispersione di sostanze inquinanti e potenzialmente dannose per le persone. A questo punto una particolare attenzione da parte dell’amministrazione diventa doverosa soprattutto per appurare responsabilità non tanto sull’origine dei roghi, compito che spetta alle autorità giudiziarie, quanto sul rispetto delle norme di sicurezza dell’impianto.

In quest’ultima occasione il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha permesso di contenere l’incendio in poco tempo, limitando la quantità di fumi dispersi nell’aria, ma vogliamo sapere se la struttura rispetta le norme di prevenzione incendi quanto a sistemi eventualmente previsti di rilevazione e di spegnimento e se questi hanno funzionato correttamente.

Quanto poi alle cause dell’ultimo incendio, così come dei precedenti, auspichiamo che le autorità competenti accertino se si tratti di un evento accidentale o meno e aspettiamo quindi di conoscere l’esito dell’attività investigativa, ma chiaramente il ripetersi di tali eventi desta non poche preoccupazioni soprattutto considerando la concomitanza di altri episodi similari, al centro raccolta Ama di Onano nel 2016, al deposito dell’ Eco X di Pomezia circa un mese fa e non ultimo al deposito CSS di Malagrotta pochi giorni fa.

Se poi a questo aggiungiamo anche la bravata del rogo di sabato scorso ai cassonetti della differenziata posti nei pressi di piazza del Teatro e che ancora non sono stati rimossi, cominciamo a temere che questi eventi possano avere una escalation preoccupante in vista dell’estate.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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