Incendio Agraria, Saggini (Ance): "Solidarietà all'Unitus, siamo a disposizione"
Foto Sergio Saggini
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"Siamo certi che il nostro territorio abbia le capacità politiche, imprenditoriali, tecniche e umane per provvedere il prima possibile alla ricostruzione e al ripristino degli spazi danneggiati".

VITERBO – “A nome di Ance Viterbo e mio personale esprimo la più sentita vicinanza all’Università degli Studi della Tuscia, al rettore Stefano Ubertini e all’intera comunità accademica e studentesca in seguito al gravissimo incendio che ha colpito il polo di Agraria del Riello nella giornata del 4 giugno – così in una nota il presidente di Ance Viterbo Sergio Saggini -.

Le immagini circolate anche sui media nazionali evidenziano una realtà drammatica, una ferita profonda per la città e non solo: è stata colpita un’eccellenza culturale e scientifica di rilievo internazionale, orgoglio di questa provincia. Siamo certi che il nostro territorio abbia le capacità politiche, imprenditoriali, tecniche e umane per provvedere il prima possibile alla ricostruzione e al ripristino degli spazi danneggiati: questo deve essere l’obiettivo e Ance Viterbo fin d’ora si mette a disposizione dell’Unitus”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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