
VITERBO – In una manciata di minuti il tetto dell’ala di Agraria è diventato l’inferno. Intorno alle dieci di questo mercoledì 4 giugno degli operai stavano sistemando la guaina di impermeabilizzazione sul tetto dell’edificio. Per farlo utilizzavano una fiamma, che per sbaglio ha urtato contro un tendone su un’impalcatura. In pochi secondi le fiamme hanno preso il sopravvento. Inutile il tentativo, degli stessi operai che erano sul posto, di mettere mano agli estintori tra le urla “chiamate i pompieri, chiamate i pompieri”.
In pochi minuti le fiamme sono avanzate, trovando combustile per alimentarsi nei pannelli solari presenti sul tetto. Questo quanto siamo riusciti a sapere giornalisticamente. Bisognerà attendere le indagini, affidate al pubblico ministero Massimiliano Siddi, per una ricostruzione dettagliata, fatta anche delle testimonianze che dovranno essere raccolte, di quanto è realmente accaduto e che ha portato alla devastazione di un pezzo di Unitus.
Il lavoro tempestivo dei vigili del fuoco e di tutta la macchina della sicurezza ha evitato il peggio. L’impegno e lo spirito di sacrificio dei vigili del fuoco, uniti alla competenza tecnica qualificata che possiedono, ha reso possibile il contenimento delle fiamme. Nonostante ore e ore di lavoro e l’incendio di fatto domato la struttura continua a bruciare all’interno.
Da quanto siamo riusciti a sapere le fiamme non sarebbero arrivate nei laboratori, dove sono custodite e stoccate sostanze chimiche di varia natura. Anche perché tali sostanze si troverebbero nella parte bassa dell’edificio, non interessata dall’incendio. Quindi le notizie di esplosioni legate appunto ai laboratori non ci risulta fondata. Probabile che gli scoppi registrati da diversi siano stati determinati dalla rottura in sincrono di diversi vetri.


















