Inaugurata a Bagnoregio la nuova casa di riposo del Gruppo Giomi
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BAGNOREGIO - Questa mattina è stata inaugurata la nuova casa di riposo del Gruppo Giomi, un altro meraviglioso regalo alla comunità di Bagnoregio.

BAGNOREGIO – Questa mattina è stata inaugurata la nuova casa di riposo del Gruppo Giomi, un altro meraviglioso regalo alla comunità di Bagnoregio.

“Stiamo scrivendo una bella pagina della storia di questo territorio, a cui teniamo in maniera particolare – le parole del sindaco Francesco Bigiotti -. Grazie ai professori Emanuel e Fabio Miraglia per il bel regalo fatto alla nostra città, grazie alla Regione Lazio per quello che ha fatto in questi anni per noi e rappresentata oggi dal vice presidente Daniele Leodori e dall’onorevole Enrico Panunzi, grazie alla Asldi Viterbo e grazie all’amico Giovanni Bruno, Prefetto di Viterbo, per la sua gradita presenza e soprattutto per le bellissime parole spese nei nostri confronti.

La struttura che inauguriamo oggi porterà ancora più ricchezza nella qualità dei servizi della nostra città”.

Il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori ha parlato di un’azione lungimirante, portata avanti negli anni, da parte del Comune di Bagnoregio sul comparto sanità: “Qui il Comune, la Asl e i privati hanno saputo costruire un dialogo importante. La struttura del Gruppo Giomi rappresenterà un’eccellenza per gli anziani e per chi avrà bisogno di cura. A Bagnoregio è stata messa in campo un’azione amministrativa ce è riuscita a trasformare un luogo periferico e quasi dimenticato in un attrattore internazionale. Qui c’è lo sviluppo e ne verrà ancora”.

Anche il consigliere regionale Panunzi ha parlato di dimensione internazionale per Bagnoregio, per cui va ringraziato il sindaco Bigiotti e la sua squadra.

Per la Emanuel e Fabio Miraglia la nuova casa di riposo, chiamata Civita, vuole essere un investimento sulla qualità. Una struttura aperta al territorio ma che punta ad accogliere anche persone dall’estero, in primis dalla Germania. Parole positive sull’iniziativa e sul lavoro fatto a Bagnoregio anche dal prefetto Giovanni Bruno.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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