La Cei sulla Fase 2: “Inaccettabile compromissione della libertà di culto”
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ROMA - Dura nota della Cei contro il nuovo decreto del governo: "La vita della comunità cristiana non la decide il presidente del consiglio".

ROMA – Dura reazione della Cei – Conferenza episcopale italiana al nuovo decreto annunciato dal presidente del Consiglio sulla fase 2, in programma dal prossimo 4 maggio.

Questa la nota della Cei: “Dopo settimane di negoziato che hanno visto la Cei presentare orientamenti e protocolli, con cui affrontare una fase transitoria nel pieno rispetto di tutte le norme sanitarie, il decreto della presidenza del Consiglio esclude arbitrariamente la possibilità di celebrare la Messa con il popolo.

Alla presidenza del Consiglio e al comitato tecnico-scientifico si richiama il dovere di distinguere fra la loro responsabilità (dare precise indicazioni di carattere sanitario) e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia.

I vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio delle libertà di culto” .

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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