In vendita 18 auto della Provincia, Cataldi: "Diamole alla Protezione Civile"
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“Un’ottima idea quella di cedere alcune delle auto in uso alla Provincia, se fossi però il Presidente Mazzola adotterei una soluzione diversa”. A parlare è il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, Alberto Cataldi, riguardo la recente notizia che Palazzo Gentili ha intenzione di vendere diciotto automobili della dotazione dell’Ente.

“Un’ottima idea quella di cedere alcune delle auto in uso alla Provincia, se fossi però il Presidente Mazzola adotterei una soluzione diversa”. A parlare è il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, Alberto Cataldi, riguardo la recente notizia che Palazzo Gentili ha intenzione di vendere diciotto automobili della dotazione dell’Ente.

“Dalla vendita di mezzi datati e sicuramente non in condizioni ottimali si potrebbe ricavare una somma alquanto modesta, salvo trovare l’acquirente interessato. Secondo me sarebbe invece molto più utile, ai fini della collettività, se tali vetture fossero messe a disposizione di associazioni di volontariato, benefiche o di Protezione Civile, viste le situazioni, al limite dell’emergenza, in cui molto spesso gli operatori sono costretti ad intervenire”.

“Il mio appello al presidente, cui spero si uniscano anche gli altri miei colleghi – prosegue Cataldi – è di rivedere parzialmente la destinazione iniziale delle auto in fase di cessione: non più una vendita ma una donazione a fini solidali che andrebbe inoltre ulteriormente a rafforzare il rapporto di collaborazione con gli enti locali e il territorio in generale. Per la Provincia infine si tratterebbe di opportunità in più, in una periodo di difficoltà di bilancio, per continuare a garantire il potenziamento del sistema locale di protezione civile”. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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