In tantissimi all'incontro di Francesco Bigiotti e Chiara Porcari sul Modello Civita. Smeriglio: “Questo esempio deve servire da traino a tutto il resto della Tuscia”
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In tanti all'incontro di Francesco Bigiotti e Chiara Porcari, candidati alla Regione Lazio con la Lista Civica Zingaretti Presidente. 'Modello Civita, un'idea vincente per Viterbo e la Tuscia. Turismo e Termalismo', questo il titolo scelto dai due candidati. Tutto esaurito al Caffè Letterario di Viterbo, tantissimi i presenti in piedi.

In tanti all’incontro di Francesco Bigiotti e Chiara Porcari, candidati alla Regione Lazio con la Lista Civica Zingaretti Presidente. ‘Modello Civita, un’idea vincente per Viterbo e la Tuscia. Turismo e Termalismo‘, questo il titolo scelto dai due candidati. Tutto esaurito al Caffè Letterario di Viterbo, tantissimi i presenti in piedi.

Francesco Bigiotti
è lanciatissimo in questa campagna elettorale. Dalla sua la possibilità di raccontare qualcosa di concreto, su cui ha già lavorato e si è fatto le ossa: il modello Civita appunto. Un successo turistico costruito e consolidato negli anni. Dai 150mila visitatori del 2013, diventati 650mila nel 2015, poi 750mila nel 2016 e infine 850mila nel 2017. Un turismo composto per un 50% da persone provenienti dall’estero. Una crescita che ha portato all’apertura sul territorio di 220 attività, generando qualcosa come 400 nuovi posti di lavoro.

“Sono candidato alla Regione Lazio perché mi sento di portare sul nostro territorio una ventata di ottimismo. La Tuscia ha tutte le potenzialità per costruire una nuova realtà, dobbiamo avere il coraggio di cambiare le cose – l’intervento di Bigiotti -. A Civita di Bagnoregio abbiamo trovato il giusto percorso, lo dicono i risultati, e abbiamo chiaro in mente il progetto da sviluppare per la provincia di Viterbo. In questo la Regione Lazio dovrà giocare un ruolo fondamentale”.

Bigiotti ha poi parlato di termalismo: “Ancora oggi a Roma non sanno che Viterbo è una città termale. Lì, a 80 chilometri da noi, ci sono più di tre milioni di persone. Sono una potenzialità, dobbiamo far conoscere a partire da lì che il capoluogo della nostra provincia è una città termale vera”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Chiara Porcari, che condivide con Bigiotti lo stesso spirito di uno sviluppo turistico possibile per la Tuscia. Con una particolare attenzione a un turismo capace di agire positivamente anche alla salute delle persone. Nell’intervento ha parlato della sua Vetralla e delle enormi potenzialità.

A chiudere l’incontro le parole del vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio: “Civita di Bagnoregio è stata possibile grazie alla visione di un sindaco e alla capacità umile della Regione Lazio che ha ascoltato e si è messa a disposizione con progetti, reti, la piattaforma di comunicazione. E’ venuto fuori un modello, un esempio. Questo modello può essere replicato più volte nella specificità di ogni realtà. Ci dobbiamo convincere che la Tuscia è un distretto turistico forte, che ha una storia e delle grandi opportunità. Qui esistono borghi pieni di cose da vedere. Il modello Civita deve servire da traino a tirare tutto il resto”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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