In sala d'Ercole riprende la discussione sul bilancio di previsione 2021

VITERBO - All’ordine del giorno, in prosecuzione alla seduta dello scorso 6 maggio, la proposta di delibera “Approvazione del bilancio di previsione 2021-2023".
VITERBO – Riparte oggi, questa mattina per la precisione, la discussione del bilancio di previsione 2021. Il consiglio comunale è convocato, in sessione bilancio, in seduta ordinaria, in prima convocazione, nella consueta sala del Palazzo dei Priori, alle ore 9,30, in modalità mista, ovvero con alcuni consiglieri in presenza e altri in videoconferenza.
All’ordine del giorno, in prosecuzione alla seduta dello scorso 6 maggio, la proposta di delibera “Approvazione del bilancio di previsione 2021-2023″.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















