In piazza Giordano Bruno a Viterbo una corona in ricordo del filosofo arso vivo dall'Inquisizione
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VITERBO - "Siamo convinti che il libero pensiero e la libera e consapevole scelta che ognuno di noi ha diritto di esercitare siano valori non negoziabili e che vadano sempre ribaditi".

VITERBO – Questo lunedì 17 febbraio alcuni rappresentanti dell’Associazione viterbese per la Cremazione si sono recati in Piazza Fani, già Piazza Giordano Bruno, per deporre una corona in
ricordo del martirio del grande filosofo e libero pensatore nolano, arso vivo in Campo dei Fiori il 17 febbraio 1600 per ordine dell’Inquisizione.

E’ questo un appuntamento che l’associazione, riconoscendosi nei valori di laicità e libera scelta, porta avanti da anni, nel solco di quanto fatto dall’allora Presidente onorario Osvaldo Ercoli.

“Siamo convinti che il libero pensiero e la libera e consapevole scelta che ognuno di noi ha diritto di esercitare siano valori non negoziabili e che vadano sempre ribaditi”. Così il direttivo dell’Associazione viterbese per la Cremazione A.P.S.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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