In fiamme il ristorante a New York del viterbese Giovanni Bartocci
via della pace
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NEW YORK CITY - Nel 2012 l'inizio di una grande avventura, con il socio Marco Ventura. Hanno messo al mondo un posto di richiamo, dove si presentano al tavolo personaggi tipo di Woody Allen. L'incendio, come comunicato sulla pagina Facebook del locale, ha devastato gli interni. 

NEW YORK CITY – Un brutto incendio, nella giornata di lunedì, ha messo fuori gioco il ristorante di Manhattan Via della Pace. Una notizia che colpisce anche il Viterbese perché si tratta del locale che ha concretizzato il sogno americano del giovane “roncionese” Giovanni Bartocci. 

Nel 2012 l’inizio di una grande avventura, con il socio Marco Ventura. Hanno messo al mondo un posto di richiamo, dove si presentano al tavolo personaggi tipo di Woody Allen. L’incendio, come comunicato sulla pagina Facebook del locale, ha devastato gli interni. 

La stessa proprietà evidenzia come sarà dura rimettere tutto in piedi. Bartocci, nonostante manchi dalla Tuscia da diversi anni, ha sempre mantenuto il suo rapporto con il territorio. Originario di Roma è però cresciuto sui Cimini ed è pienamente un etrusco. 

Diverse volte si è raccontato a La Fune che per prima ha raccontato la storia bella di questo ragazzo che ha trovato la propria dimensione oltre oceano. Lo ha fatto attraverso un ristorante che negli anni si è imposto nella scena newyorchese senza tante discussioni affermando i piatti della tradizione italiana come in pochi riescono a fare.

“Giovanni Bartocci nato a Roma alla fine degli anni 70, cresciuto a Ronciglione, è un ragazzo che ancora oggi non vuole ammettere di essere diventato uomo, soprattutto grazie a un percorso fatto di scelte a volte giuste altre volte meno, ma sempre orgoglioso di averle fatte”. Così si era descritto Bartocci al nostro giornale. Stratifoso della Lazio, tanto che Via della Pace è sede del Lazio Club di New York, amico del capitano Luca Pulino e intrattenitore di successo all’interno della trasmissione di Tln, condotta da Francesco Laurenti, Visti da Vicino. 

Sempre con lui La Fune ha raccontato la Grande Mela nel giorno di Halloween diversi anni fa. In questo momento difficile gli siamo vicino, convinti che riuscirà a trovare le soluzioni necessarie. Anche perché tutti noi vogliono sedersi in Via della Pace per mangiare una carbonara come neanche in Italia sanno fare. 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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