In due votano no a Renzi, una è Mongiardo: oggi le sue dichiarazioni sul Fatto Quotidiano

È Melissa Mongiardo che domenica ha detto no alla relazione del segretario del partito Matteo Renzi e ha confidato i suoi pensieri al Fatto Quotidiano uscito oggi in edicola.
Due voti No all’assemblea nazionale del Pd: uno è viterbese. È Melissa Mongiardo che domenica ha detto no alla relazione del segretario del partito Matteo Renzi e ha confidato i suoi pensieri al Fatto Quotidiano uscito oggi in edicola. “Proponiamo un’idea politica di sogno e non troviamo soluzioni concrete. Abbiamo smesso di parlare agli ultimi e nel frattempo gli ultimi sono diventati ceti medi”. E ancora. “Dobbiamo costruire l’agenda fuori dal partito. Altrimenti è solo autoconserviazione”. Critiche anche alla minoranza Pd che non trova il coraggio di andare oltre all’astensione e a Roberto Giachetti molto duro nei toni (“Speranza hai la faccia come il culo”, qui).
Il resto su Il Fatto Quotidiano in edicola.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















