In diminuzione le imprese under 35 nella Tuscia
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VITERBO- In calo le imprese under 35 nella Tuscia, scendono i progetti dei giovani che vogliono superare la pandemia

VITERBO- Gli under 35 investono poco nella Tuscia. La tendenza degli ultimi anni vede scendere di molti punti le imprese gestite da giovani. Ad analizzare i numeri è  Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia.

“Una situazione difficile, dice Melaragni , aggravata dal coronavirus. Ma c’è un elemento positivo su cui ragionare e intervenire: le aspettative di recupero sono buone. Questo significa che bisogna spingere forte sulle nuove tecnologie, su Industria 4.0. Chi lo ha fatto, ora vede un futuro più roseo. Se vogliamo che i ragazzi entrino nel mercato e siano competitivi, questa è una delle chiavi su cui fare leva”. Queste le parole della Melaragni.

Complessivamente il calo delle imprese è stato circa del 22% rispetto al 2020, complice anche la pandemia che ha definitivamente scoraggiato il nascere di nuovi progetti. 

Risulta ancora molto complicato in questo panorama investire sui giovani che non si sentono spronati e agevolati nel mettere in piedi una nuova attività.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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