Nocciola: in difesa dei territori, contro il modello-Ferrero. La conferenza internazionale a Nepi
Giovane impianto di nocciolo
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L’appuntamento martedì 17 aprile dalle 09 alle 13 con i maggiori produttori mondiali di nocciole da Italia, Turchia e Georgia

A Nepi l’Incontro internazionale sulla filiera della nocciola: dalla produzione locale al mercato globale. problematiche e opportunità. L’appuntamento martedì 17 aprile dalle 09 alle 13 con i maggiori produttori mondiali di nocciole da Italia, Turchia e Georgia. Il tema è quello dei modelli di produzione, valorizzazione e accesso al mercato. Tra queste realtà ci sono contesti molto diversi, sistemi fondiari diversi, ma culture e gestione del territorio che comunque hanno in comune molto “e – spiegano gli organizzatori – si trovano ad affrontare le stesse problematiche e interlocutori come la Ferrero. Per questo si vogliono costruire nuovi rapporti di alleanza al fine di rafforzare i propri diritti e le capacità di negoziare su tutti i differenti tavoli di commercializzazione”.

Il modello che si sta imponendo, quello del Contract Farming, è “insostenibile a livello sociale, economico e ambientale” perché il potere contrattuale degli agricoltori “è messo sempre più in discussione e vengono invece valorizzati i ruoli degli intermediatori per favorire l’industria e la distribuzione che vuole materiala prima agricola indifferenziate e a basso costo”. Le conseguenze di questo modello? “I territori e le comunità locali – spiega il biodistretto della via Amerina e delle Forre – pagano i costi sociali e ambientali di questo modello con aumento vertiginoso dell’inquinamento e dello sfruttamento delle risorse naturali. L’insostenibilità di questo modello è molto evidente”.

La conferenza è “un momento per rilanciare il protagonismo degli agricoltori anche in occasione della celebrazione mondiale delle lotte contadine”.

L’iniziativa è promossa da Bio – distretto della Via Amerina delle Forre e dai 13 comuni aderenti con il contributo dell’ARSIAL e della FAO, in partnership con Cifti Sen (Confederazione di Unioni degli agricoltori di piccola scala – Turhia), Fındık-SEN (Unione di produttori di Nocciole – Turchia), Elkana (Associazione di agricoltura biologica– Georgia).

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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