
IL CORNER DEL PROFESSORE – Viterbo città senza cultura o senza calendario? Ieri sono andato al ristorante a pranzo con un amico. Al tavolo a fianco al nostro due ragazzi di Piansano, da poco trasferitisi a Viterbo per lavoro. Ovviamente abbiamo iniziato a chiacchierare.
Uno dei due è insegnante di sostegno, l’altro rappresentante di articoli di ferramenta e sta prendendo la laurea in psicologia per puro piacere personale. Ovviamente ho chiesto loro cosa bisogna fare per Viterbo. La domanda sembra semplice ma praticamente nessuno risponde a tono. Loro, come la stragrande maggioranza delle persone, si sono lanciati nell’analisi dei motivi per cui le cose non vanno bene.
Spesso la loro, come l’analisi di quasi tutti, è condivisibile, almeno in larga parte. Quello dove mi perdo sempre, negli scambi che faccio comunque con piacere, è sul “quindi?”. Nel loro caso ho dovuto aspettare 15 minuti di giri pindarici e ripetere la stessa domanda tre volte per arrivare alla risposta: più cultura.
Mi hanno raccontato di un recente evento di cui non sapevo nulla: al museo della ceramica a via Cavour, un botanico e un realizzatore di profumi hanno spiegato come si estraggono essenze dai prodotti della terra e come poi diventano profumi. Hanno definito l’evento molto interessante e ne hanno richiesti altri simili.
Ho provato a parlare di Tuscia in Fiore, di Via degli Artisti, di Villaggio Tuscia, del museo anni 80, del ciclo di conferenze “la Tuscia e la Storia”, della caccia al tesoro, della personale del maestro Angelo Paccosi o della retrospettiva di Schiggino. A parte Tuscia in Fiore erano onestamente all’oscuro di tutto. Visto il tempo che passo sui social per fare post di promozione e i 6X3 che uso mi debbo auto-considerare un fallimento. Anche se credo di aver capito che la comunicazione debba essere “semplice, diretta e ripetitiva”, credo di sbagliare qualcosa se i miei nuovi amici di Piansano non sanno nulla o quasi delle nostre attività.
Pace, non sono nessuno e non riesco nei miei intenti. Ho parlato loro della mia sensazione di necessità di un calendario annuale in cui trovare tutte le attività-eventi a Viterbo. L’aspetto di pianificazione per gli imprenditori è importante ma semplicemente serve un metodo per far sapere quello che avviene all’interno della Vetus Urbs.
Non credo nella mala fede degli amministratori locali delle tre ultime giunte. Credo che manchino delle semplici linee guida. Da un lato sindaco e assessori non possono certo dedicarsi alla comunicazione o promozione di eventi. Dall’altra chi organizza eventi ha spesso di che soffrire per piani di sicurezza, permessi, cambi di programma o disdette all’ultimo minuto.
In altre parole non esiste un meccanismo che scatta per far sapere di questo o quell’evento. I ragazzi mi hanno raccontato di non essere riusciti ad andare al teatro perché sempre tutto esaurito. Bene. Complimenti all’assessore Antoniozzi e a chi da decenni si dedica alla promozione del teatro. Anche questa stagione è un successo sia economico che di immagine. Bravissimi. Non a caso il teatro ha programmazione annuale e un calendario ben stabilito.
Serve il calendario continuamente promosso sia attraverso i social, che i 6X3 che in tabelloni digitali in punti chiave nella città. Serve un punto dove saper di poter vedere cosa c’è il prossimo fine settimana per aver una seria possibilità di decidere informati. Tendiamo ad essere come le mura, inamovibili, solenni e distaccati. Dobbiamo essere l’opposto: agili, informati e coinvolti.
Ci serve sia l’ufficio “calendario” in comune, che le informazioni semplici dirette e ripetitive. No la e-mail che arriva a tutti con 4 pagine di informazioni poco digeribili. Ci proviamo? Informiamo i miei nuovi amici di Piansano?


















