La partita col baffo, il rugby sfida il cancro
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In campo col baffo. Questa è la partita che il rugby vuole giocare contro il cancro, sabato prossimo al Quatrini. La palla ovale è pronta a regalare le emozioni di un gioco unico e spettacolare, capace di coinvolgere tutti nel grandioso terzo tempo.

Una partita contro il cancro. A scendere in campo, rispondendo alla campagna di sensibilizzazione lanciata dalla Movember Foundation, saranno la Union Viterbo Old e Unione Orvietana Rugby. 

La Movember Foundation si batte da anni contro il cancro alla prostata e ai testicoli. Il match è in programma sabato prossimo al Quatrini (ore 16.30). L’incasso sarà devoluto alla Lilt, la lega italiana per la lotta contro i tumori.

Davanti, per ottanta minuti di puro divertimento, Viterbo Classic XV e Orvietana All Stars. Regole speciali, punteggi raddoppiati in caso di giocate spettacolari e baffo d’ordinanza, segno distintivo nato 10 anni fa a Melbourne quando, in un pub, dieci amici decisero di farli crescere per scommessa e raccogliere fondi sul cancro alla prostata.

E’ un modo per testimoniare la nostra vicinanza e dare un segnale che il tumore può essere sconfitto – dicono gli organizzatori – certo, a volte sembra un avversario insuperabile, uno davanti al quale puoi solo abbassare la testa ma non è così. E’ il momento di smettere di stare a guardare e rimboccarci le maniche. rugby, lo sport in generale, può essere un viatico importante per raggiungere l’obiettivo”.

E per questo sabato scenderanno in campo con la stessa maglia Old e giovanili. Giovani e meno giovani. Generazioni unite da una lotta comune che, dopo essersi date battaglia sul campo si ritroveranno a tavola per il terzo tempo che sarà offerto a tutti i presenti.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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