In aumento il numero dei giovani che non studiano e non lavorano. Quale futuro per Viterbo?
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Il dato allarmante è fornito dall’Istat nel suo rapporto Benessere Equo e Solidale. Nel 2015 erano il 20,9%. Nell’ ultimo rapporto sono il 22,9%. A Viterbo aumenta il numero dei giovani che non studiano e non lavorano. Il dato allarmante è fornito dall’Istat nel suo rapporto Benessere Equo e Solidale.

Il dato allarmante è fornito dall’Istat nel suo rapporto Benessere Equo e Solidale. Nel 2015 erano il 20,9%. Nell’ ultimo rapporto sono il 22,9%. A Viterbo aumenta il numero dei giovani che non studiano e non lavorano. Il dato allarmante è fornito dall’Istat nel suo rapporto Benessere Equo e Solidale.

Nel 2015 erano il 20,9%. Nell’ ultimo rapporto sono il 22,9%. Un dato triste e preoccupante. Perché significa che più di un quinto dei nostri ragazzi ha “gettato la spugna” scegliendo di non studiare e non riuscendo nemmeno a trovare un lavoro.

Questo non possiamo permettercelo. I giovani rappresentano il futuro di un territorio, le sue speranze, le sue aspettative. Attraverso lo studio possono crescere, formarsi, sia come individui che come cittadini. Attraverso il
lavoro possono realizzare concretamente quanto appreso durante il proprio percorso formativo e metterlo al servizio della collettività.

Abbiamo il dovere di aiutare i nostri giovani a realizzare i loro sogni. Di sostenerli nei momenti di difficoltà.
L’auspicio è che chi si candida alla guida della città, in questo difficile momento storico, sappia trovare le giuste risposte per i nostri giovani. Perché una città in cui i giovani mollano è una città senza futuro.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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