VITERBO – Centoventimila turisti in un anno, questi i numeri registrati grazie al ponte tibetano realizzato nel paese di Sellano (a metà strada tra Foligno e Spoleto) in Umbria. Un turismo del brivido. Con i suoi 517 metri di lunghezza sono necessari 1023 passi per attraversarlo da capo a capo, sospesi nella Vallata del Vigi a 175 metri di altezza.
Dal Comune di Sellano ci informano che il numero dei biglietti al ponte in dodici mesi è stato di 56mila unità mentre a superare la soglia dei 100.000 è stato il numero di turisti arrivati nell’area (per esattezza 120mila).
Biglietto con un solo passaggio sul ponte e la navetta per tornare al punto di partenza con costo di 25 euro a persona, con doppio passaggio sul ponte (andata e ritorno) 33 euro a persona. Contando che tutti i 56mila che l’hanno attraversato quest’anno abbiano pagato “solo” 25 euro questo significherebbe che le entrare ammonterebbero a un milione e mezzo di euro circa.
Un esempio che lascia ben sperare per il progetto PNRR che prevede la realizzazione anche nel Viterbese di un ponte tibetano, quello di collegamento tra Roccalvecce a Sant’Angelo. Con la progettazione e il finanziamento di questa opera Palazzo dei Priori dà un segnale forte, il primo nella sua storia, di un investimento anche nelle frazioni sempre storicamente “dimenticate da Dio e dagli uomini”. Si tratta di un punto di svolta non da poco nella politica cittadina e non è affatto una cattedrale nel deserto, come qualche fenomeno potrebbe sostenere. I fatti di Sellano danno numeri sulla bontà dell’idea.
Il ponte che andrà a unire Roccalvecce a Sant’Angelo è uno strumento per aumentare la permanenza e l’attrattività di queste due frazioni, lavorando per portare i turisti già presenti a Sant’Angelo anche dall’altra parte del ponte. Un’attrazione in più, che sicuramente aumenterà il valore di quel territorio e incrementerà le possibilità dello stesso di produrre ricchezza: economia e quindi posti di lavoro.





















