In arrivo 300 nuovi professori nelle scuole
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Arrivata alla fase conclusiva la riforma della scuola, che prevede entro la fine di novembre l'inserimento di un corposo gruppo di insegnanti. Nella Tuscia saranno 300 divisi per elementari, medie e superiori. All'interno sia posti comuni che di sostegno.

La riforma della Buona Scuola del Governo Renzi inizia a far vedere qualche risultato. A fine estate, con la fase A, erano stati immessi in ruolo 135 nuovi professori, mentre la fase B ne aveva inseriti altri 84. E’ giunto il tempo dell’ultima fase, quella del potenziamento, che prevede l’ingresso di ben 300 nuove risorse solo nella zona della Tuscia, 100mila in tutta Italia.

Dal 12 al 20 novembre i nuovi insegnanti saranno distribuiti in tutte le scuole della provincia, incrociando le richieste dei dirigenti scolastici con la necessità di svuotare le graduatorie a esaurimento nelle diverse classi di concorso. Il grosso dei 300 professori si concentra maggiormente in Musica, Arte, Economia e Diritto, Educazione Fisica e Lingue.

Per il posto comune si parla di 220 insegnanti: 69 nelle scuole elementari, 43 alle medie e 108 alle superiori. Per quanto riguarda il sostegno, invece, la cifra si aggira sulle 41 unità: 20 alle elementari, 8 nelle medie e 13 alle superiori. C’è anche da dire, però, che per quanto riguarda il sostegno non si riuscirà a coprire tutto il fabbisogno dei Bes (Bisogni educativi speciali) e Das (Disturbi specifici di apprendimento) solo con gli aventi titolo. In Italia, infatti, non ci sono abbastanza aventi titolo per coprire i 6400 posti disponibili, quindi alcuni professori di sostegno saranno presi dalle liste del posto comune.

Questi nomi saranno coperti attingendo alle graduatorie nazionali con un algoritmo, che rischia di far spostare professori da una parte all’altra d’Italia. Cosa che ai sindacati non è andata proprio giù, visto che potevano essere utilizzate le graduatorie locali. Secondo alcune sigle, infatti, la Buona Scuola di Renzi non risolve il problema delle supplenze e del precariato della scuola, almeno non quest’anno. Il 2005-2016, infatti, sarà un anno di transizione, mentre a partire dal prossimo le cose dovrebbero migliorare con l’eliminazione delle graduatorie e la chiamata diretti da parte dei dirigenti, altro punto per il quale i sindacati non hanno stravisto.

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