In arrivo 23 borse lavoro dal Comune di Viterbo
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Presentato questa mattina il progetto "Nessuno escluso" del Comune, per garantire stage e percorsi professionali alle fasce più elevate

Il Comune di Viterbo da vita alla sua personale “Garanzia Giovani”, il progetto regionale per facilitare l’inserimento in stage di giovani nelle aziende, e nasce “Nessuno Escluso”, presentato questa mattina a Palazzo dei Priori.

Alla conferenza presenti l’assessore ai Serivizi Sociali, Alessandra Troncarelli, e quella alle Politiche del Lavoro, Sonia Perà, che hanno spiegato scopo e modalità del progetto insieme al responsabile del Col, Carmine Di Filippo. L’iniziativa del Comune prevede l’attivazione di due bandi: uno dedicati ai lavoratori dai 30 ai 55 anni e uno per le aziende che vorranno ospitare i lavoratori.

“Nessuno escluso” sposta l’attenzione su un’età più avanzata rispetto a Garanzia Giovani, puntando su quelle persone che si possono ritrovare in difficoltà per mancanza di un’occupazione o perché si è ritrovato senza lavoro. Per gli aspiranti tirocinanti ci sono a disposizione 23 borse lavoro di 400 euro/mese.

Per partecipare alle selezione si deve essere cittadino italiano o in uno stato UE, oppure extracomunitario in possesso di regolare permesso di soggiorno, residenza nel comune di Viterbo da 24 mesi, essere inoccupato o disoccupato, essere in condizioni di disagio economico. Una volta presentata la domanda, saranno stilate le graduatorie.

 

Il bando scadrà fra un mese, il prossimo 18 novembre. Delle 23 borse lavoro, invece, quattro sono già riservate a chi ha un’invalidità di almeno il 67%. Il Comune, inoltre, si prenderà carico di pagare Inail e Inps attraverso un contributo elargito all’azienda di riferimento.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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