In 5mila da tutta Europa si radunano per un rave tra Valentano e Latera
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VALENTANO - E' stato utilizzato anche un elicottero dei carabinieri per monitorare la situazione. A preoccupare anche i possibili impatti negativi sulla diffusione del Covid-19.

VALENTANO – Oltre 5mila ragazzi radunati per un rave party in un’area agricola alle porte di Valentano. La zona è quella del lago di Mezzano. Il primo raggruppamento è arrivato nella notte tra il 13 e il 14. Subito sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tuscania, la polizia stradale e gli uomini della Questura di Viterbo. 

E’ stato utilizzato anche un elicottero dei carabinieri per monitorare la situazione. A preoccupare anche i possibili impatti negativi sulla diffusione del Covid-19.

“L’evento nel Viterbese, in una località al confine tra il Lazio e la Toscana, vede la partecipazione di tantissimi giovani provenienti da ogni parte d’Europa, richiama ancora una volta istituzioni e operatori alla necessità di garantire la salute e la sicurezza di ragazze e ragazzi nei luoghi del divertimento giovanile”. La dichiarazione è del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) e della Rete Italiana Riduzione del Danno (ItaRDD), che hanno lanciato l’iniziativa ‘Estate in sicurezza’ proprio per essere presenti nei contesti del divertimento con le proprie unità di strada e gli altri interventi di riduzione del danno e dei rischi.

Numerose équipe multiprofessionali e multidisciplinari che fanno riferimento alle due reti, provenienti da varie parti d’Italia e con un’esperienza consolidata, si sono coordinate per un intervento senza precedenti per l’Italia, viste le dimensioni dell’evento, con l’intento di aiutare i giovani a tutelare la loro salute rispetto all’uso di sostanze.

CNCA e ItaRDD sottolineano che “non garantire tali interventi nei contesti del divertimento giovanile, oltre a costituire una palese violazione dei diritti di assistenza sanciti con l’introduzione della Riduzione del danno nei Livelli essenziali di assistenza, produrrebbe un incremento sensibile dei rischi per il sistema integrato dei servizi di sanità pubblica e per la collettività”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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