Imprese nel Viterbese: crescono gli artigiani, vanno forte le costruzioni e male il commercio
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L'Alto Lazio contribuisce attivamente alla crescita del Centro Italia. La provincia di Viterbo registra il saldo consistente, con 82 imprese in più e un tasso di crescita trimestrale dello +0,23%.

VITERBO – I dati tratti dall’analisi trimestrale (luglio-settembre) Movimprese condotta da Unioncamere e Infocamere mostrano un rafforzamento della vitalità imprenditoriale nel Viterbese.

L’Alto Lazio contribuisce attivamente alla crescita del Centro Italia. La provincia di Viterbo registra il saldo consistente, con 82 imprese in più e un tasso di crescita trimestrale dello +0,23%. La crescita complessiva è trainata in larga parte dalle Società di capitali, che continuano a generare la quasi totalità dell’incremento dello stock imprenditoriale, riflettendo il trend nazionale.

L’analisi settoriale evidenzia come il settore delle Costruzioni sia il principale motore della crescita in termini assoluti, mentre altri comparti tradizionali come Commercio e Agricoltura mostrano difficoltà. Costruzioni: il settore ancora tiene e registra tassi di crescita positivi con un +0,33% a Viterbo. Ospitalità: le attività di alloggio e ristorazione mostrano una tenuta a Viterbo (+0,16%). Manifatturiero: contrariamente al dato nazionale prossimo allo zero, Viterbo registra rimbalzo rispetto agli ultimi trimestri (+0,17%). Commercio: il settore del Commercio è in continua emorragia con un calo dello −0,50% a Viterbo, evidenziando la persistente difficoltà del comparto. Agricoltura: il comparto agricolo chiude in negativo a Viterbo: −0,14%; segnalando una fase di contrazione nel breve periodo.

Si registra inoltre una lieve crescita nella Tuscia delle Attività amministrative e di servizi di supporto e delle Attività professionali, scientifiche e tecniche. Da rilevare infine una buona performance del settore artigiano dopo molti trimestri negativi: la provincia di Viterbo risulta prima in Italia per tasso di crescita trimestrale con un +0,87% (a fronte di una media nazionale di +0,15) dovuta ad un saldo positivo di 61 imprese artigiane (148 iscrizioni e 87 cessazioni).

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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