Imprese della Tuscia, ottavo posto per quelle al femminile
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I dati di Unioncameree sulla base delle informazioni provenienti dal registro della Camera di commercio

VITERBO- Si consolida anche nel 2018 la vocazione imprenditoriale da parte delle donne nella provincia di Viterbo, confermandosi all’ottavo postonella speciale classifica italiana che misura il tasso di femminilizzazione.

È il significativo dato che emerge dall’osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncameree InfoCamere sulla base delle informazioni provenienti dal registro imprese della Camera di commercio Viterbo, da cui risulta che nella Tuscia le imprese femminile sono salite a 10.463 (erano 10.430 nel 2017) con un tasso di femminilizzazione, il dato che esprime il peso relativo delle imprese femminili sul totale delle imprese, pari al 27,6% di gran lunga superioreal dato regionale del 22% e nazionale del 22%.
Nel dettaglio tra i settori economici più in rosanell’economia locale il turismo (34,8%), l’agricoltura(34,3%), il comparto assicurativo e creditizio(30,8%) , il commercio(29,2%) e i servizi alle imprese(26,2%).

“Registriamo con piacere che seppur lieve si è registrato nella nostra provincia – dichiara Serenella Papalini, presidente del comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile ella Camera di commercio Viterbo – un aumento del numero di imprese in rosa rispetto all’anno precedente. Un dato che ci conforta ma non deve far abbassare la guardia perché sono ancora molteplici gli sforzi che bisogna compiere per garantire le pari opportunità anche nel mondo imprenditoriale e occupazionale. In tal senso il nostro Comitato, con le sue attività e iniziative, svolge un’azione permanente di orientamento e sostegno sia alle aspiranti imprenditrici sia a chi conduce da tempo la propria impresa”.

A livello nazionale le imprese femminili sono oltre un milione e 337mila a fine anno, circa 6mila in più del 2017, e rappresentano il 21,93% del totale delle imprese iscritte al Registro delle Camere di commercio. A determinare il risultato del 2018 è la “pattuglia” sempre più numerosa delle 145mila imprenditrici straniere, aumentate di oltre 4mila unità rispetto all’anno precedente. Questi alcuni spunti che emergono dalla lettura dei dati elaborati dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminilediUnioncameree InfoCamere.

Medaglia d’oro al Lazio per crescita dell’impresa al femminile: quasi 1.900 le imprese in più a fine 2018 rispetto al 2017. Con questa performance, la regione della Capitale fa meglio della Campania (+1.417) e della Lombardia (+1.380). Nel complesso, le imprese femminili aumentano in 15 regioni su 20.
Roma, Milano, Napoli e Torino si affermano saldamente ai primi posti della classifica provinciale per numero di imprese femminili registrate. Benevento, Avellino, Chieti e Frosinone, invece, spiccano per incidenza delle imprese femminili sul totale.

I risultati del 2018 confermano comunque che qualcosa sta cambiando nel mondo dell’impresa al femminile. Lo scorso anno si è ridotto il numero di imprese commerciali e agricole guidate da donne – settori in cui le imprese femminili sono più numerose – mentre continuano ad aumentare le attività a trazione femminile in altri due comparti già fortemente caratterizzati dalla presenza di imprenditrici: le Altre attività dei servizi (oltre 2mila le imprese in più), al cui interno la componente più importante è quella della cura della persona, e il turismo (quasi 2mila in più le imprese femminili dell’alloggio e ristorazione). Ma l’esercito delle donne d’impresa allarga sempre di più le proprie maglie anche in settori tradizionalmente legati alla presenza maschile: quello delle Attività professionali, scientifiche e tecniche (quasi 1.500 imprese femminili in più), il Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+1.453) e le Attività immobiliari (+1.004).

Anche la diffusione delle imprenditrici straniere nel 2018 è in crescita, soprattutto in Lombardia (quasi mille in più), nel Lazio (circa 700 in più) e in Emilia Romagna (quasi 500 in più). In tutte le regioni italiane, ad eccezione della Sicilia, comunque, si registrano aumenti delle attività guidate da donne non di origine italiana.

Le 145mila attività femminili di straniere rappresentano il 24% delle imprese guidate da stranieri in Italia e sono numerose soprattutto nel commercio e nel turismo. Rispetto allo stock del 2017, i saldi più elevati si registrano nelle Attività di alloggio e ristorazione (+854), nelle Altre attività dei servizi (+772) e nel Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (+467).

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