Imprese Biologiche, la Tuscia ottava provincia d’Italia e prima del Lazio
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VITERBO - Secondo i dati di Accredia, Unioncamere e Infocamere nel viterbese 1374 aziende biologiche nei primi nove mesi del 2018.

VITERBO – La Tuscia è l’ottava provincia d’Italia per numero di imprese biologiche. Secondo i dati elaborati da Accredia, Unioncamere e Infocamere, nella provincia di Viterbo il numero di imprese certificate biologiche è in forte aumento.

Le  imprese certificate biologiche nella provincia di Viterbo nei primi nove mesi del 2018 risultano essere 1374, registrando un incremento del 22,7% rispetto alla rilevazione di dicembre 2017, quando ammontavano a 1120. Un dato in forte crescita che consente alla Tuscia di entrare nella top ten della speciale classifica nazionale delle province con il tessuto imprenditoriale più biologico e di collocarsi all’ottavo posto.

Inoltre la provincia di Viterbo conquista la prima posizione nel Lazio per numero di imprese biologiche con più di un terzo tra tutte quelle attive nella regione.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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