
TUSCANIA-Una manciata pesante di vittorie consecutive, una squadra di ragazzi giovanissimi che con impegno e dedizione corrono verso un risultato da veri professionisti
Il Maury’s Com Cavi Tuscania Volley vola in campionato e sulla vetta della Coppa Italia che si disputerà ad Aprile tra le 4 squadre più forti. Abbiamo incontrato il Mister Victor Perez Moreno, cubano di nascita ma ormai tuscanese d’adozione e di cuore e Pierlorenzo Buzzelli, capitano del team in vetta alle classifiche ormai da mesi del campionato di serie B.
“L’importante è partecipare è una delle cavolate più grosse mai sentite”, esordisce così Capitan Buzzelli sfoderando un sorriso caparbio ma anche una consapevolezza matura del suo essere atleta e amante dello sport. Quello stesso sport che spesso è definito “da femmine”, ma che invece tra le sue regole impartisce lezioni di educazione, coesione ed eleganza senza slogan urlati e provocazioni spicciole.
Questa è l’anima del Tuscania Volley.
-Mister, Capitano benvenuti: cominciamo con 3 parole ciascuno che possano riassumere per voi cosa è giocare a pallavolo
MISTER: FAMIGLIA-SACRIFICIO- FAME
Famiglia perché sono a Tuscania da 6 anni e mi sento sempre a casa: per l’accoglienza, la voglia di stare insieme e di condividere. Vengo da Cuba e mai una volta mi sono sentito fuori posto qui.
Fame perché chi non ha questa voglia di fare e di emergere in modo sano non arriva da nessuna parte. Non è la fame del mangiare è quella di migliorare, di farsi vedere.
Sacrificio perché vedo questi atleti, più o meno giovani, che con dedizione vivono questa loro passione dividendosi tra la vita fuori e l’impegno della pallavolo. Hanno davvero tanta grinta, tanta voglia di vincere tutto, vogliono fare tutto alla perfezione e mettono per questo motivo un impegno fortissimo
BUZZELLI: FAMIGLIA- RESPONSABILITA’-DIVERTIMENTO
Sono d’accordo con il mister per quello che riguarda l’appartenenza a Tuscania e al modo in cui ci fa sentire come atleti, ma anche come cittadini. Crescere in un paese come Tuscania con la genuinità della gente del luogo, ci ha insegnato che insieme è sempre meglio. Se poi non si riesce sempre, almeno lo si è fatto insieme
Responsabilità perché ognuno ha un proprio ruolo, lo rispetta e cerca di fare sempre meglio per sé stesso ma anche per tutta la squadra.
Divertimento perché senza quello non nascerebbe nulla di buono
-13 vittorie consecutive è un grande risultato, come vive la squadra questo traguardo?
MISTER: Queste 13 vittorie ci danno sempre di più voglia di andare avanti e di fare bene, per noi vincere ogni partita è una sfida e più vinciamo più vogliamo vincere
-Non è un po’” pericolosa” questa cosa, soprattutto magari per i più giovani?
MISTER: Si, può esserlo infatti stiamo provando a creare una mentalità vincente in modo sano. Non giochiamo solo per vincere, è la nostra benzina che ci permette di avere un gruppo forte e coeso
-In che modo di mantiene la motivazione e la coesione si una squadra?
MISTER: La motivazione è diversa da atleta a atleta, si allenano tutti perché vogliono essere i migliori e non nella singola partita, ma in tutto il loro percorso. Quando si sommano tutte le diverse motivazioni escono fuori i risultati che stanno arrivando adesso.
BUZZELLI: C’è la possibilità che tante vittorie importanti possano portare a rilassarsi un po’, il segreto è dosare le energie e allentare quando è il momento. Può capitare che il mister ci lasci liberi due/tre giorni ma dal quarto già si torna in palestra e si ricomincia a ricostruire il fisico ma anche la motivazione. Noi atleti più grandi, dobbiamo dare l’esempio ai giovani che devono capire che non perché si sono vinte tot partite è fatta, la storia della squadra si fa nel complesso e soprattutto quando tutti seguono la stessa spinta. Il campionato si vince un mattoncino alla volta, con impegno, dedizione e sacrificio
MISTER: Parto dal presupposto che i giovani di oggi non sono quelli di ieri. Ora sono pieni di strumenti in mano, di possibilità di fare tutto e anche di “perdersi” con più facilità. Il buon esempio lo danno proprio i più “anziani” che hanno giocato tanto, sacrificato tanto anche dal punto di vista personale, non smettendo mai di pensare che un allenamento è fondamentale per crescere come atleti ma anche come persone. Insegnano loro come si devono comportare in gruppo, in campo, nelle occasioni ufficiali

-Perché hai deciso di giocare a pallavolo?
BUZZELLI: Io non sono tuscanese d’origine, vengo da un paese dell’Abruzzo dove va per la maggiore il calcio e nemmeno in un ambiente troppo sano. I miei genitori mi hanno sempre vietato di giocare in una squadra, giocavo con i miei amici per strada e come sport vero e proprio praticavo la pallacanestro. Ho giocato 5 anni a pallacanestro, ma con scarsissimi risultati. A 11 anni mio padre, che si era accorto che forse non era proprio lo sport adatto a me per via degli scarsissimi risultati, mi propose di giocare a pallavolo, la mia reazione istintiva fu “papà a pallavolo ci giocano le femmine. Invece ho provato e ho scoperto un grande amore. Presto sono arrivati i primi risultati e dopo soli 2 anni mi ha acquistato una società importante e sono andata via di casa per seguire questo sogno. A 14 anni è una scelta che ti mette davanti a delle responsabilità. Nonostante le preoccupazioni di mamma che vedeva partire un figlio ancora troppo giovane, sono andato e ho trovato la mia strada
-Chi viene a vedervi giocare, si accorge di una cosa alla prima occhiata. Siete molto in sintonia tra di voi, la vostra comunicazione non verbale è molto spiccata. Come si raggiunge questo traguardo?
MISTER: E’ per noi fondamentale e facciamo di tutto per coltivare questo aspetto. Ogni giovedì ad esempio dopo l’allenamento, ci ritroviamo qui intorno ad un tavolo, mangiamo insieme e passiamo la serata in serenità. Ci siamo divisi in gruppi e ogni gruppo porta qualcosa da mangiare, la condivisione ci da quella spinta in più che serve anche in campo. Vogliamo stare insieme, non dobbiamo farlo per forza. Anche durante gli allenamenti, sono ben accetti suggerimenti di gioco, iniziative che vengono provate insieme e che vengono da me valutate. Comunicazione e condivisione sono le basi della nostra strategia di squadra, i mattoni fondamentali
BUZZELLI: Una cosa importante però in questo ambito è il rispetto dei ruoli che si ricoprono. Siamo aperti tra di noi, ma ognuno rispetta il proprio ruolo e quello dell’altro senza sconfinare. Quello che dice il mister non si mette in discussione, in corso d’opera aggiustiamo insieme quello che è possibile e questo è possibile soprattutto perché fuori dal campo siamo amici. Ma in allenamento si lavora e si suda, è un buon livello di rispetto tra di noi. Le critiche tra di noi sono sempre costruttive, sappiamo bene che se le facciamo nessuno si offende
-Vi aspettano delle sfide molto importanti in questi giorni, come ci si prepara?
MISTER: Siamo in palestra tutta la settimana super concentrati. La strategia che funziona sempre è “pensiamo a noi”, se iniziamo a pensare agli altri andiamo fuori strada e ci facciamo troppi film
BUZZELLI: Una cosa che ci dice spesso il mister che condivido pienamente è “questa partita è importante, non c’è bisogno che io vi motivi ulteriormente. Lo sapete già da soli”. Tutti vogliono giocare e soprattutto vincere quando arrivano le partite che pesano come quella di oggi pomeriggio, entreremo pronti con il caschetto in testa nel palazzetto armati fino ai denti. Finalmente quest’anno siamo riusciti a qualificarci per la Coppa Italia e parteciperemo a queste Final Four con una motivazione forte che è condivisa da tutta la squadra a tutti i livelli, sia io che Festi, mio compagno di squadra, abbiamo perso 3 finali a testa quindi è proprio il momento di spingere e togliersi questo sassolino dalla scarpa.
-Quanto è importante il pubblico sugli spalti?
MISTER: è come se ci fosse un giocatore in più
BUZZELLI: giocare a Tuscania o giocare fuori casa cambia tanto. Fuori casa ti serve una motivazione più che devi trovare da solo, in casa basta una tua azione e il pubblico si scalda un po’. Si percepisce tutto dal campo ed è per noi una marcia in più. Questa vicinanza si sente non solo in campo, ma anche se ci si incontra in giro a Tuscania
-Come si gestisce un momento di nervosismo in campo? Un’azione sbagliata dell’avversario, un errore, troppi punti sotto, una decisione dell’arbitro che non trovate giusta…
BUZZELLI: L’esperienza la fa da padrone. Se sei troppo giovane, hai meno strumenti per arginare gli scatti di nervosismo ed è normale che sbagli. Ce ne sono veramente successe di ogni negli anni e sappiamo che reagire non è la strada giusta. Si contesta con pacatezza ed educazione e si va avanti. Mettersi a discutere nel bel mezzo della partita non giova a nessuno. Tenere un comportamento consono, sapere cosa dire e cosa fare con arbitri e avversari è parte del nostro lavoro di sportivi e di professionisti. Magari prendi un cartellino e rischi di compromettere l’intera stagione saltando la partita che aspetti dall’inizio del campionato. Chi viene qui per destabilizzarci, non ce la fa
MISTER: i giovani vogliono sempre dimostrare qualcosa ai grandi e sottorete spesso ci sono le provocazioni, l’esperienza è l’ago della bilancia. Non serve a niente reagire, è una questione di maturità. Da questo punto di vista, siamo una squadra inattaccabile. Alle provocazioni rispondiamo con i fatti. E’ questo l’insegnamento dello sport
-La sfida più grande della tua carriera?
BUZZELLI: La prossima
MISTER: Sono d’accordo
-Capitolo Coppa Italia. Animo, situazione, pronostici?
BUZZELLI: Siamo tutti contenti di questo risultato raggiunto per la prima volta, ce la giocheremo a viso aperto consapevoli che siamo tra le 4 squadre migliori d’Italia. E’ partita secca, può succedere di tutto.
MISTER: Faremo un grande lavoro a prescindere dal risultato
-Qual è la vostra idea della pallavolo?
MISTER: La pallavolo è uno sport pulito. Elegante, fuori dagli schemi dello sport virile per forza. La pallavolo è educazione sin dall’inizio, da bambini quando i genitori accompagnano i figli in palestra e li guardano giocare dagli spalti senza risse o imprecazioni a cui altri sport ci hanno abituato
BUZZELLI: Non ci si può immaginare una rissa in campo a pallavolo, nel calcio magari te la aspetti. Da noi è impossibile. Ci sono delle cose che non si fanno e non si dicono, bisogna approcciarsi in un determinato modo, è un vero e proprio codice comportamentale

-Come si superano i momenti più difficili durante un campionato?
BUZZELLI: Con i compagni, con l’esperienza, con il mister che è la nostra ancora. Dove non arriva lui c’è il compagno e poi l’esperienza personale. E’ un lavoro di squadra a 360°, il mio lavoro non esiste se non c’è quello degli altri che va di pari passi. E poi ci sono tutte le altre figure che ruotano intorno a noi come il secondo allenatore che è un tassello fondamentale nella costruzione di una partita. Con lui studiamo l’avversario, facciamo video, vediamo le azioni della squadra che andremo ad affrontare, c’è un lavoro dietro molto importante
MISTER: Io dico sempre, succeda quel che succeda, dobbiamo essere sempre lucidi. A volte si abbassa la concentrazione, si cede un po’ alla stanchezza e alla preoccupazione del momento, io sono lì per ricordare ai miei giocatori che siamo sempre noi e siamo lì uniti per portare a casa la partita. Se poi non succede, analizziamo insieme il risultato e capiamo dove possono essere nati gli errori. Il secondo allenatore in questo è fondamentale perché vede, dal suo punto di vista e dalla sua posizione, sfaccettature che noi magari non vediamo
Oggi pomeriggio al Palazzetto dell’Olivo a Tuscania, questi ragazzi cercheranno di portare a casa una vittoria importante con un’avversaria temibile ma non solo per strategie di gioco o questione di punti in classifica. Incontrare questi due giovani atleti ci ha lasciato la consapevolezza che lo studio, l’impegno, la fatica ma anche la condivisione, il bene e la voglia di stare insieme portano a dei risultati mai sperati. In un ambiente dove la sana competizione spesso è avvelenata da giochi di potere, respirare l’aria di correttezza è davvero un’esperienza gratificante.
In bocca al lupo Tuscania Volley, siamo sugli spalti a fare il tifo per voi.


















