Imprenditrice viterbese intrappolata nell'inferno di Los Angeles
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LOS ANGELES - Zanobbi si trova lì, a casa del figlio, regista cinematografico, che ha stabilito la sua residenza a Hollywood in ragione del suo lavoro, e ha la casa proprio a Malibù, dove il fuoco sta distruggendo migliaia di ettari di terreno e case.

LOS ANGELES – La nota imprenditrice viterbese Loretta Zanobbi, leader del settore di trasformazione della carne, si trova ora a Los Angeles intrappolata nell’inferno di fuoco che sta circondano la nota città americana di Los Angeles.

Zanobbi si trova lì, a casa del figlio, regista cinematografico, che ha stabilito la sua residenza a Hollywood in ragione del suo lavoro, e ha la casa proprio a Malibù, dove il fuoco sta distruggendo migliaia di ettari di terreno e case. Le autorità locali hanno imposto a tutti gli abitanti di non uscire di casa. Unico contatto per lei è il telefono, con cui è riuscita a raggiungere molti dei suoi amici italiani, anche per rassicurali che momentaneamente non sta correndo un grosso pericolo, anche se le fiamme trovano difficoltà a essere domate.

Il bilanco della tragedia è pesantissimo, i morti sono 31. Duecentoventotto le persone disperse, questo è quanto hanno reso noto le autorità locali. Le fiamme sono state spente al momento solo al 25% e il loro pieno spegnimento non sarebbe prevedibile a breve. I
forti venti, fino a oltre 110 chilometri orari, non aiutano lo spegnimento e ed ora c’è il pericolo della formazione dei devastanti “fire tornado”, gli spettacolari tornado infuocati che travolgono ogni cosa al loro passaggio incenerendola.

Se tutto tornerà tranquillo, il rientro della nostra concittadina è previsto per la fine del mese.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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