Impianto geotermico su Bolsena, Rotelli (FdI): "Subito un'interrogazione in Commissione Ambiente della Camera"
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BOLSENA - Il pericolo è che il lago di Bolsena diventerebbe uno scarico abusivo di fluidi geotermici altamente cancerogeni, senza alcuna preventiva approvazione, tra l’altro, né della Regione Lazio né del Comune di Bolsena.

BOLSENA – Rotelli (Fdi): “Subito un question time in Commissione Ambiente per avere, al più presto, risposte chiare dai sottosegretari e dal Ministro riguardo la prossima realizzazione dell’impianto geotermico pilota di
Castel Giorgio (Terni)”.

“Se si concretizzasse tale ipotesi, assisteremmo ad un vero e proprio scempio del nostro territorio, caratterizzato dalla vocazione agricola e naturalistica – continua il deputato viterbese – .  Il pericolo è che il lago di Bolsena diventerebbe uno scarico abusivo di fluidi geotermici altamente cancerogeni, senza alcuna preventiva approvazione, tra l’altro, né della Regione Lazio né del Comune di Bolsena.

Per dare una risposta a tutti questi interrogativi e fare chiarezza su un progetto che va a compromettere il futuro del nostro lago, il mio impegno è, sin da subito, quello di sgombrare ogni dubbio nelle sedi opportune”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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