
VITERBO – L’affare dell’impianto geotermico di Castel Giorgio è il tema centrale dell’agenda Tuscia di questi giorni. Una questione centrale, che riguarda tutti i cittadini. Esistono dei rischi dati dalla realizzazione dell’impianto e l’appello del sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli a tutte le istituzioni non può e non deve rimanere inascoltato.
In tanti si stanno mobilitando in queste ore decisive, dando sostegno e forza alla lobby del Lago di Bolsena. Lobby che, per evidenti motivi, si trova contrapposta all’interesse privato di una società che punta a realizzare l’impianto geotermico per ottenere profitto da spartire in pochissimi. Guerra tra interessi legittima e pienamente legale, ma è chiaramente una guerra tra interessi. Da una parte quello di imprenditori e dall’altro quelli di intere popolazioni.
I due interessi non coincidono, parliamoci chiaro. Non possono coincidere e le parole del sindaco Dottarelli rappresentano un manifesto, una bussola in questo campo di battaglia. Oggi, mercoledì 31 luglio, il Consiglio dei Ministri, affronterà la questione dell’approvazione del progetto.
In queste ore è balzato all’orecchio il silenzio dei massimi esponenti della Lega e del Movimento Cinque Stelle sul territorio. Si tratta degli stessi partiti che siedono al Consiglio dei Ministri. Rimanere in silenzio su questi temi così centrali per i rappresentanti locali dei due partiti è piuttosto imbarazzante, fuori luogo.
Che faranno questi rappresentanti dei cittadini se dovesse essere approvato l’impianto? Perché non sono intervenuti subito pubblicamente per contrapporsi e scongiurare la prospettiva? Lo faranno mai e se no, perché?
Ci sono interessi importanti da tutelare in questa partita. Interessi che riguardano un’intera provincia. Tanti sindaci si sono mobilitati, uno anche della Lega. Perché dal Carroccio e dal Movimento Cinque Stelle tutto questo silenzio?

















