
CASTEL GIORGIO – Sull’asse Castel Giorgio – Bolsena è di fatto nato un fronte che si contrappone alla prospettiva della realizzazione di un impianto geotermico al confine tra l’ultimo lembo di Lazio e l’Umbria. Il tutto con possibili rischi di determinare conseguenze non positive per il lago di Bolsena.
Il Comune di Bolsena è di fatto il centro della Tuscia che gioca un ruolo di primo piano in questa partita, dove hanno una parte da protagoniste le associazioni di tutela del lago e del territorio che nel tempo sono nate. Nella giornata di lunedì al Comune di Castel Giorgio si è tenuto un incontro a cui era presente il vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte e il sindaco umbro Andrea Garbini. Con loro diversi rappresentanti del mondo associativo che si è mobilitato.
“Una giornata molto costruttiva – commenta Di Sorte -. A Castel Giorgio insieme alle associazioni contrarie all’impianto di geotermia, abbiamo pianificato le prossime azioni. Abbiamo la consapevolezza di avere dalla nostra parte la gente di questo territorio. Abbiamo la consapevolezza che questo impianto potrebbe minare la serenità della vita sociale delle persone che abitano queste terre e causare danni irreversibili all’ambiente che ci circonda”.
La prospettiva è quella di costruire un ricorso al Tar contro l’autorizzazione all’impianto ma soprattutto portare la questione in seno all’Europa, che da diverso tempo ha individuato nel lago di Bolsena un’area da mettere sotto tutela.


















