Impianto geotermico di Castel Giorgio, via libera dal Consiglio dei Ministri
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ROMA - La notizia ha iniziato a rimpallare nel tardo pomeriggio di ieri sui telefoni di primi cittadini che avevano accolto e rilanciato l'appello del sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli.

ROMA – Il Consiglio dei Ministri autorizza la realizzazione dell’impianto geotermico di Castel Giorgio. Lo fa ignorando i pareri negativi di due Regioni: Regione Lazio e Regione Umbria.

Il via libera è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri, dopo una riunione convulsa e la sensazione che il punto in agenda dovesse slittare. Infatti il Cdm, convocato per le 15 e iniziato con un’ora e mezzo di ritardo, apre nel peggiore dei modi. Dopo appena cinque minuti Lega e Cinque Stelle spaccano sulla riforma della giustizia presentata dal ministro pentastellato Bonafede e bollata da Salvini come “acqua fresca”.

La notizia ha iniziato a rimpallare nel tardo pomeriggio di ieri sui telefoni di primi cittadini che avevano accolto e rilanciato l’appello del sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli.

“Da fonti interne del governo ci risulta che sia stata concessa l’autorizzazione per la centrale geotermica di Castel Giorgio. Ovviamente se così fosse, è solo la prima battaglia che abbiamo perso, ma non l’ultima in quanto abbiamo ancora oggi armi e strumenti per fare opposizione a questa scelta scellerata che rischia di compromettere il futuro del lago di Bolsena.

Le responsabilità politiche della Lega e del Movimento Cinque Stelle sono evidenti, ma hanno tradito un territorio dal quale hanno preso voti e consensi. Il loro silenzio durante queste fasi delicate è stato assordante e direi quasi vergognoso. 

Ringrazio invece i sindaci, le associazioni e i nostri parlamentari di Forza Italia e Fratelli d’Italia per il coraggio dimostrato e per le azioni che hanno intrapreso in queste ore”, questo il commento a caldo del vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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