Impianto fotovoltaico a Pian di Vico, presentata una diffida in Regione
graziella-greeng-power-parco-fotovoltaico
Fisioterapy Center 800x120
TUSCANIA - È stata consegnato in Regione una diffida a firma di Forum Ambientalista, Italia Nostra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, AssoTuscania, indirizzata agli uffici di Valutazione di impatto ambientale, che sottolinea alcuni aspetti sottovalutati dalla commissione di Via e che invece devono essere considerati con la massima attenzione.

TUSCANIA –Lunedì 15 aprile si è svolta l’audizione congiunta in Regione Lazio con le Commissioni Urbanistica e Agricoltura: unanime la posizione di tutte le associazioni contro i megaimpianti fotovoltaici che rischiano di stravolgere il volto della Tuscia.

Il 29 marzo scorso, è stata pubblicata nel Bur (il bollettino ufficiale) della Regione Lazio l’autorizzazione unica per il progetto dell’impianto fotovoltaico in Pian di Vico (Tuscania): 250 ettari di specchi che cancelleranno colline e paesaggi agrari di valore, esteso quanto 350 campi di calcio, il decimo impianto fotovoltaico più grande al mondo.

Se realizzato, consegnerebbe a Tuscania, magnifica città d’arte, il primato europeo di comune con maggior consumo di suolo, surclassando il primato detenuto da Montalto di Castro (rapporto ISPRA 2018) proprio grazie ai suoi mega impianti di fotovoltaico a terra.

Impianti industriali speculativi che stravolgono e umiliano un territorio a forte vocazione agropastorale (31% delle imprese, Camera di Commercio Viterbo), le pregiate filiere di prodotti nobili, il crescente comparto turistico, i livelli occupazionali connessi.

Terreni pianeggianti (spesso fertilissimi e irrigui), sottratti ad un’economia che andrebbe sostenuta e non annientata, a fronte di un calo dei consumi di energia (-2,5%, Rapporto 2018 Movimprese, Camera di Commercio Viterbo)

L’autorizzazione per l’impianto di Pian di Vico è stata concessa dalla Regione malgrado la ferma opposizione del Ministero dei Beni Culturali, espressa dalla Soprintendenza in una dettagliata relazione che descrive molto bene le caratteristiche naturalistiche, storiche e archeologiche dell’area interessata e le sue valenze per le attività agricole e turistiche. Ora l’ultima parola è al Consiglio dei Ministri che può fermare questo scempio.

Ma non vi è solo Pian di Vico: questo progetto è la punta dell’iceberg di una vera e propria valanga di richieste di autorizzazione per impianti industriali similari: ad oggi tra Montalto di Castro e Tuscania, le richieste di autorizzazione ammontano già a 1200 ettari! Si rischia di cancellare la Tuscia e il suo paesaggio, si rischiano danni enormi all’economia e all’occupazione.

Ma le associazioni che hanno richiesto l’audizione urgente in Regione – AssoTuscania, Coldiretti, Italia Nostra, Legambiente – non si sono fermate alla denuncia.

Hanno richiamato in modo forte e inequivocabile le responsabilità della politica regionale, di una intera classe dirigente che in tutti questi anni si è avvicendata al governo della Regione Lazio; hanno chiesto un atto politico di indirizzo da parte delle Commissioni riunite, da esprimere e far votare da parte del Consiglio regionale.

Occorre approvare urgentemente il Ptpr (Piano Territoriale Paesistico Regionale) e il Per (Piano Energetico Regionale): senza questi piani il territorio della regione è privo di regole e i danni saranno irreparabili.

Un territorio aperto ad ogni speculazione, ad ogni appetito proveniente da soggetti che pur con limitatissimi capitali iniziali possono allestire grandi operazioni economiche e finanziarie di sicuro profitto per pochi, ma di grandissimo danno per la collettività, per i beni comuni in cui rientra a pieno titolo il nostro paesaggio.

Per questo è stata consegnato in Regione una diffida a firma di Forum Ambientalista, Italia Nostra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, AssoTuscania, indirizzata agli uffici di Valutazione di impatto ambientale, che sottolinea alcuni aspetti sottovalutati dalla commissione di Via e che invece devono essere considerati con la massima attenzione. Riguardano il tema energetico, il consumo di suolo agricolo e le garanzie che dovrebbero dare le società richiedenti.

Il fronte delle associazioni schierate su questa importante battaglia del presente e del nostro futuro si sta ampliando ogni giorno. E’ una battaglia di responsabilità, a favore dell’ambiente e per contrastare il cambiamento climatico.

Cura del paesaggio e del patrimonio boschivo, sviluppo di una agricoltura moderna e sostenibile, contenimento dei consumi energetici, sviluppo delle tecnologie per l’efficienza energetica, produzione di energia da fonti rinnovabili attuata in modo responsabile e principalmente per l’autoconsumo: queste sono scelte possibili e doverose, tantopiù in una Provincia come quella di Viterbo che ha già dato molto alla produzione energetica con le centrali elettriche e solari a Montalto e le centrali eoliche a Piansano, Arlena e Canino.

 

800x120 (1)
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 01
Onda
Masicar300x300-optimize
Foto Fisioterapy Center
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
domenicale post
asvis 2
Fune 300x300
monastero interno