“Impianto biogas, Coldiretti da che parte sta?”
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GROTTE SANTO STEFANO - Il comitato Tutela ambiente chiede al presidente Pacifici di prendere una posizione.

GROTTE SANTO STEFANO – Nonostante ci sia stata più di un’occasione per far capire se si è dalla parte di uno sviluppo sostenibile del territorio o se si vuole assistere a un lento e costante degrado delle aree intorno Grotte, per ora da Coldiretti e dal suo presidente solo silenzio.

Ci sentiamo quindi, a distanza di qualche anno, di chiedere nuovamente una sua opinione in quanto nel novembre 2015, sulla stampa locale, Coldiretti annunciò: “Scritta la parola fine sul progetto Biogas, Michelini conferma che a Grotte non verrà fatto nessun impianto, la Coldiretti Viterbo sull’intera vicenda si augura che non si ritorni alla carica per individuare altre località nel territorio di Grotte che non abbiano le caratteristiche necessarie alla realizzazione dell’ impianto”.

Lo stesso Pacifici dichiarò: ”Viste come sono andate le cose siamo sicuri che sul territorio di Grotte, che è di particolare pregio e sul quale insiste un’agricoltura florida, l’impianto non verrà sicuramente realizzato”.

Da ormai più di un anno, come tutti sanno è stato ripresentato lo stesso, sostanzialmente identico, progetto di cinque anni fa, sempre nella stessa area, e nonostante un consiglio comunale straordinario nel quale tutti hanno espresso forti dubbi circa l’impianto e la sua vicinanza al centro abitato, siamo quasi arrivati al termine della conferenza dei servizi.

E da Coldiretti? Nessun segnale, solo silenzio. E’ vero che in cinque anni è cambiato lo scenario politico locale ma ci chiediamo se è cambiato anche il pensiero di Pacifici e di Coldiretti sull’impatto che questo impianto potrebbe avere sul paese.

Per le informazioni che abbiamo a disposizioni non possiamo neanche escludere che in futuro la struttura potrà essere alimentata anche con Forsu, residuo umido urbano. Vi chiediamo quindi: non vi sentite più di tutelare quella florida agricoltura e quel territorio di pregio di cui in passato vi siete fatti vanto?

Comitato Tutela Ambiente Grotte S. Stefano

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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