Impianti eolici e fotovoltaici, Ciambella: "Bene lo stop a nuovi impianti deciso da Regione Lazio"
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VITERBO - “Finalmente si apre la strada verso una pianificazione del territorio destinato agli impianti e finisce così l’abominio fatto dalla precedente giunta regionale con autorizzazioni selvagge nella Tuscia".

VITERBO – “La difesa e la tutela del territorio è una priorità che finalmente corrisponde ai fatti e non alle parole”. Così il Consigliere comunale del gruppo Per il Bene Comune al Comune di Viterbo, Luisa Ciambella, accoglie le dichiarazioni del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca che, insieme al sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, ha spiegato con chiarezza che la “La Regione Lazio è satura di impianti eolici e fotovoltaici con un forte impatto ambientale. Basta a nuovi progetti”.

“Ho sostenuto il presidente Rocca – prosegue il capogruppo di Peri il Bene Comune – per l’impegno che ha mostrato e manifestato fin dalla sua candidatura verso la tutela del paesaggio e del territorio promuovendo una gestione controllata e ragionata della diffusione degli impianti di energie rinnovabili nel Lazio e soprattutto nella Tuscia – afferma Luisa Ciambella -. In questi anni mi sono battuta per difendere il paesaggio e soprattutto le zone agricole da una vera e propria invasione che dalla Regione Lazio nessuno hai mai voluto gestire e limitare”.

“Finalmente si apre la strada verso una pianificazione del territorio destinato agli impianti e finisce così l’abominio fatto dalla precedente giunta regionale con autorizzazioni selvagge nella Tuscia. Una devastazione resa possibile anche con la partecipazione del Comune di Viterbo. Lo sviluppo delle energie rinnovabili non è più rinviabile ma deve essere contemperato al rispetto del territorio e alle esigenze di chi lo vive – conclude Luisa Ciambella -. Ringrazio il presidente Rocca per la determinazione e la coerenza manifestata; oggi la Tuscia può veramente sperare di perdersi cura del proprio paesaggio per il bene di chi lo vive e quello delle nuove generazioni”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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