Immigrazione, D’Angelo: “Dobbiamo fare la nostra parte” e sull’ex Fiera non si esprime
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Un incontro per presentarsi. Nicolò D’Angelo questa mattina ha incontrato la stampa locale e ha parlato anche di rifugiati e del problema dei rifugiati e richiedenti asilo. “Non si può dire no a prescindere. È un’emergenza che c’è nel paese".

Un incontro per presentarsi. Nicolò D’Angelo questa mattina ha incontrato la stampa locale e ha parlato anche di rifugiati e del problema dei rifugiati e richiedenti asilo. “Non si può dire no a prescindere. È un’emergenza che c’è nel paese – ha detto – ed è un problema molto sentito, ma anche troppo strumentalizzato da chi fa passare l’assunto criminale uguale immigrato. Ciò disturba la quiete e il problema va visto nella giusta misura”.

E proprio per le questioni di misura non si scompone più di tanto. Di fronte alle domande sul campo all’ex Fiera e ai grandi centri di accoglienza lascia intendere che quelli non sono grandi numeri, ma poi rimanda tutto a un secondo momento: “Devo parlare con i miei collaboratori e valutare”.

Quanto alle critiche al vecchio predecessore per lo scarso rapporto con i sindaci della Tuscia. “È mia intenzione incontrare i sindaci uno ad uno”. Poi una promessa: “La Prefettura è un collante istituzionale, vicino alle esigenze del territorio”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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