Immigrazione, a Civita Castellana andrà come a Gorino?
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Lo stesso numero di migranti da ospitare fra Civita e il paese in provincia di Ferrara, mentre sui social network i civitonici sono divisi fra l'accoglienza e l'intolleranza

Diciotto è il numero di profughi che ieri non sono stati fatti entrare a Gorino, frazione di Goro in provincia di Ferrara, e sempre diciotto è il numero di quelli che a breve verranno ospitati a Civita Castellana. Impossibile non pensare a delle similitudini tra i due casi, così ravvicinati e che rischiano di andare a finire in modo piuttosto simile.

Per quanto riguarda Gorino si trattava di un gruppo di 11 donne e 7 bambini, che gli abitanti del posto hanno tenuto fuori dal paese con barricate e slogan poco umani. Ancora, invece, non si hanno notizie precise sul gruppo che dovrebbe essere ospitato a Civita Castellana, all’interno dell’Hotel Sassacci, a partire dai prossimi giorni, dopo lo sbarco del 23 ottobre sulle coste di Napoli.

Fatto sta che dopo che il sindaco Angelelli ha diffuso la notizia sulla sua pagina facebook si sono scatenati i commenti sulla questione. La maggior parte delle persone che hanno commentato la notizia, infatti, non si è dimostrata così solidale e vicina al dolore di persone che hanno dovuto abbandonare la loro casa per scappare da guerre, violenze e carestie. Tornano i banali e vuoti slogan contro i “buonisti” che possono “ospitarli a casa loro”, come se qualcuno avesse mai chiesto di aprire le proprie abitazioni ai profughi. Arrivano anche i commenti catastrofici, quasi post-apocalittici, che più li si legge e meno li si capisce.

C’è anche, la parte più piccola, chi cerca di difendere i migranti, magari aspettando di vedere chi sono prima di giudicarli e conoscendo le loro storie prima di etichettarli come “parassiti”.

La politica nel frattempo studia la situazione e attende prima di parlare ufficialmente. Fatto salvo per Fratelli d’Italia che, tramite i due consiglieri comunali Luca Giampieri e Giulia Matteucci, ieri ha consegnato un interrogazione al primo cittadino sul caso, chiedendo il numero di donne e bambini di questo gruppo, quanti migranti può ospitare l’hotel e se a Civita ci siano altre strutture già pronte e, infine, se i profughi in arrivo abbiano svolto tutti gli screening sanitari di primo e secondo livello richiesti e se si con quali risultati.

La coincidenza di tempi e il numero di profughi da ospitare, però, ci riporta in mente i fatti accaduti ieri al nord Italia, ma anche quelli di qualche settimana fa ad Acquapendente, dove qualcuno danneggiò una struttura pronta per ospitare immigrati che già si trovavano sul territorio del paese. Da parte nostra speriamo che i civitonici siano un po’ più tolleranti di quello che gli abitanti di Gorino hanno dimostrato ieri, provando ad accogliere questo piccolo gruppo cerando di accettarsi reciprocamente.

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