Immigrati in arrivo a Civitella Cesi, la perplessità dei cittadini sulla struttura
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Secondo il comitato cittadino la struttura qualche tempo fa era stata ritenuta non idonea, ma al cambio della cooperativa che la gestisce i problemi non esistono più

Sul versante immigrazione sale la preoccupazione a Civitella Cesi, a comunicarlo è lo stesso comitato cittadino dopo una riunione con l’amministrazione comunale, nel quale è stato annunciato l’arrivo in paese di alcuni rifugiati.

“Il 28 ottobre la popolazione di Civitella Cesi è stata convocata dall’amministrazione comunale per un’assemblea pubblica, nella quale ci è stato comunicato l’imminente arrivo di 24 immigrati nella struttura balzata alla cronaca nei mesi scorsi e ritenuta non idonea dagli organi di competenza. Tale è stato il nostro stupore da lasciarci interdetti. Il sindaco ci ha anche informati di non essere nemmeno stata contattata dalla Prefettura, ma di averlo saputo da terzi”.

“Sussistendo i problemi di allora – dice il comitato – come l’essere un piccolo borgo di 180 anime e la mancanza di servizi di ogni genere, in particolare ci siamo stupiti come le problematiche della struttura, tecniche e sanitarie, previste dalla legge improvvisamente si sono sanate, cambiando la cooperativa che la dovrebbe gestire. Tutto questo sovvertendo le regole della matematica, perché cambiando i fattori il prodotto è cambiato. Stessa struttura: per una cooperativa no, per l’altra sì. L’incredulità è il sentimento che prevale nel nostro paese”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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