Immigrati, 887 nella Tuscia. Incontro tra prefetto e sindaci
Prefetto Piermatti
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Questione immigrati, nella giornata di ieri l'incontro a Palazzo Gentili tra il prefetto Rita Piermatti e i sindaci della Tuscia. Il tema è di stretta attualità e sono stati snocciolati i dati. Il prefetto si è messo a disposizione dei primi cittadini per chiarire i loro dubbi e accogliere i punti di vista di ognuno.

Questione immigrati, nella giornata di ieri l’incontro a Palazzo Gentili tra il prefetto Rita Piermatti e i sindaci della Tuscia. Il tema è di stretta attualità e sono stati snocciolati i dati. Il prefetto si è messo a disposizione dei primi cittadini per chiarire i loro dubbi e accogliere i punti di vista di ognuno.

I numeri dicono che attualmente sono registrati sul territorio del Viterbese 887 migranti. E che un terzo di questi sono concentrati tra Acquapendente (129), Onano (38) e San Lorenzo Nuovo. Argomento centrale su cui si è battuto quello di evitare l’eccessiva concentrazione in poche aree.

La prefettura ha fatto presente che la problematica della concentrazione dipende anche dalla scarsa risposta dei Comuni all’attivazione dello Sprar. Strumento con cui il Palazzo del Governo punterebbe a seguire la regola di 5 migranti per Comune oppure 3 ogni mille abitanti. Così tutto resta in mano all’accoglienza privata, generando concentrazioni solo in certe zone.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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