'Immagini dal sud del mondo' spegne 22 candeline: al via con Fuocoammare
Fuocoammare
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Immagini dal sud del Mondo al via con Fuocoammare di Gianfranco Rosi. Parte giovedì 28 la 22esima edizione della rassegna cinematografica realizzata da Aucs, intitolata quest’anno GAIA, acronimo di generi, accoglienza, intercultura e ambienti.

Immagini dal sud del Mondo al via con Fuocoammare di Gianfranco Rosi. Parte giovedì 28 la 22esima edizione della rassegna cinematografica realizzata da Aucs, intitolata quest’anno GAIA, acronimo di generi, accoglienza, intercultura e ambienti.

Tra gli appuntamenti, oltre a Fuocoammare in programma il 28 al Cinema Trento nel doppio appuntamento delle 19 e delle 21.30, anche una serata (il 30 aprile) “Pop Palestine” al Cosmonauta con la presentazione del libro omonimo l’incontro con le autrici Cinquemani e Chiarantini, la presentazione del progetto di cooperazione “Sovranità Alimentare a Beit Doqu (Ramallah, Palestina)” e la proiezione del documentario Pop Palestine. Salam Cusine da Hebron A Jenin, sempre di Cinquemani e Chiarantini.

Da segnalare in particolare il pomeriggio presso la Casa circondariale di Viterbo il 24 maggio con la proiezione di Pride di Warchus (con prenotazione obbligatoria bauli@arci.it)

Per il calendario completo visita il sito ufficiale di ISM o segui la pagina Facebook di Immagini dal sud del Mondo.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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