Il voto spazza via il Movimento Cinque Stelle nel capoluogo della Tuscia
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VITERBO - Lontani i tempi in cui Gianluca De Dominicis mise il primo piede di un "grillino" dentro Palazzo dei Priori, portando con sé il motto di aprirlo come una scatoletta di tonno. A distanza di pochi anni ad essere stati aperti, elettoralmente parlando, sono proprio i pentastellati.

VITERBO – Di Massimo Erbetti tra i banchi della sala d’Ercole è rimasta solo qualche foto, con il voto del 2022 i Cinque Stelle spariscono dal consiglio comunale. Un risultato terribile che diventa lampante scorrendo le preferenze raccolte dalla lista. Tantissimi non superano i dieci voti, Erbetti sfiora i settanta. I pentastellati nel capoluogo della Tuscia sono clinicamente morti. 

Lontani i tempi in cui Gianluca De Dominicis mise il primo piede di un “grillino” dentro Palazzo dei Priori, portando con sé il motto di aprirlo come una scatoletta di tonno. A distanza di pochi anni ad essere stati aperti, elettoralmente parlando, sono proprio i pentastellati.

La situazione a livello nazionale è difficile e probabilmente il movimento paga l’abbraccio di governo con il Partito Democratico. Ma un risultato come quello venuto fuori dalle urne è davvero imbarazzante. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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