Il volontario di “Semi di pace” Cosmas Wallbrecher Alfiere della Repubblica italiana
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TARQUINIA - E' tra i venticinque giovani protagonisti di gesti esemplari, di coraggio, di altruismo, di generosità scelti da Sergio Mattarella.

TARQUINIA – La comunità di Semi di Pace vuole condividere una splendida notizia, che in questi tempi di dolore e preoccupazione giunge a noi come un balsamo per il cuore.

Cosmas Wallbrecher è stato scelto, dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per l’attestato d’onore di “Alfiere della Repubblica Italiana”.

Tra i venticinque giovani, protagonisti di gesti semplici, e al tempo stesso esemplari, di coraggio, di altruismo, di generosità ed impegno negli ambiti sociale, ambientale e della Memoria, anche il nostro Cosmas, ha avuto la gioia di esserci.

L’incontro con l’associazione umanitaria Semi di Pace avviene lo scorso anno, quando in lui nasce il desiderio di vivere un’esperienza di volontariato internazionale e così inizia il suo percorso di formazione. Lo scorso mese di novembre partecipa alla missione programmata a Cuba, dove condivide con altri volontari italiani, l’impegno di Semi di Pace per i più bisognosi, interagendo con bambini, ragazze madri e anziani.

Un’esperienza che lo lega fortemente ai valori che ispirano l’azione dell’organizzazione umanitaria, tanto da divenirne un collaboratore.

I genitori di Cosmas, cattolici tedeschi, danno vita a Roma ad una associazione, denominata “Ricordiamo Insieme”, costituita da donne e uomini di religione ebraica per tenere viva la luce della Memoria della Shoah.

La storia della famiglia di Cosmas è particolare, perché i nonni paterni e materni di sua mamma, furono convinti “gregari” e iscritti fin dal 1933 al partito nazional socialista, quindi sostenitori del regime nazista.

In particolare, il nonno paterno ebbe il ruolo di responsabile della supervisione politica di un certo numero di famiglie con la funzione di controllare chi fosse amico degli ebrei.

L’impegno dei genitori di Cosmas ha portato il giovane a compiere una scelta importante.

Resosi conto che, nella sua scuola, alcuni studenti erano coinvolti in iniziative e gesti collettivi inneggianti il passato fascista di discriminazione razziale, ha avuto il coraggio di rappresentare con discrezione questa situazione alla famiglia e all’Unione delle comunità ebraiche italiane.

Siamo, quindi, felici che lui abbia voluto dedicare questo importante riconoscimento a Semi di Pace, anche per evidenziare un progetto a lui tanto caro che si trova nella Cittadella, sede centrale dell’associazione, che è appunto il Memoriale della Shoah. Questo luogo è visitato ogni anno da migliaia di studenti italiani che hanno, così, la possibilità di riflettere per provare a comprendere gli orrori del passato ed impegnarsi a contrastare ogni forma di razzismo e anti-semitismo.

Ringraziamo tutta la famiglia Wallbrecher per l’esempio coraggioso che offre nel ricordarci che, insieme, possiamo e dobbiamo lavorare per tenere sempre accesa la luce della memoria, del dialogo, e della speranza.

Semi di Pace

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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